martedì 6 ottobre 2026

"Nessuna solitudine": la nuova raccolta poetica di Giorgio Cuscito

Nessuna solitudine: l’autore sembra schernirsi di fronte al baratro di una assenza, di una immobilità quasi esistenziale, ma che vuole e riesce a superare con l’impeto del creativo, e cioè, nella fattispecie, la parola poetica. Qui il canto si fa protesta e denuncia nei confronti di una realtà (interiore e anche esterna) priva di movimenti, di obiettivi: “Prima di cominciare a scrivere / devo vedere…”, “Svegliarmi / Essere nel centro…”.
Giorgio Cuscito, autore di questa interessante raccolta edita da RPlibri nel corrente anno 2026, vuole dunque confermare, anzi riaffermare, che non esiste solitudine… purché la si comprenda, ne sia possibile la gestione, in qualche modo, anzi in un modo che possa in qualche modo confutarla. È in fondo la stessa tragedia di ciascuno quando, pur sapendo che la vita dovrà finire, si cerca di schernirla, di confutarla: non esiste la morte!
E verosimilmente non “esiste” la solitudine, pur essendo certi che c’è, la si vede, la si tocca, la si respira (“Vorrei tanto / scostare questa tenda, / che mi nasconde / e tendere al cielo…”). Dunque la parola poetica è talismano e viatico atto a disvelare la dura (e vuota) realtà, un mondo quasi di insignificanze, avvertito quasi come un disagio da affrontare, da liberarsene al più presto tendendo alla solarità, alla luce e alla pienezza dell’infinito (“Vorrei cercarlo sempre, / il mare / senza voltarmi…”).
Una poesia arguta, intelligente, che denota una filosofia di vita solo apparentemente remissiva, quasi che l’autore voglia rassegnarsi a questa “solitudine” (“Leggerei una poesia adesso, una poesia semplice, magari una di Pascoli…”), ma che con una vitalità ironica eccezionale, apre gli usci ad un mondo più dinamico, più romantico e colmo di prospettive.


Prima di cominciare a scrivere

 

Prima di cominciare a scrivere

devo vedere,

 

ogni volta

Arrendermi alla corrente di voce,

dita e luci

 

Chiedere del tempo

 

Svegliarmi

Essere nel centro

 

Fermare quel pezzo di tramonto,

che ogni sera mi perdo

E renderlo mattutino,             vivo

ogni volta che voglio

 

Essere significato

 

Rendere il tempo infinito,     ogni volta

gioire scrivendo

 

 

***

 

 

Vorrei restare dietro questa tenda,

fermo come la mia ombra

 

Vorrei tanto

scostare questa tenda,

che mi nasconde

e tendere al cielo

 

Essere tra i tetti,

vedere dall’alto le facce,

essere quello che sono

 

Non sono un uomo,

sono quel gatto

sdraiato all’ombra

che sfida i cani alla catena

 

Sono quell’industria assolata

che non ha bisogno di lavorare

 

Sono quel profumo

sempre irriconoscibile

 

Mi dicevi

che so di vecchio,

che la mia pelle sa di polvere

che la mia bocca è amara

 

Solitaria è

la mia compagnìa

 

 

 ***

 

 

Nessuna solitudine

 

Leggerei una poesia

adesso

Una poesia semplice,

alla natura

Magari una di Pascoli

 

La tengo sempre vicina,

a notte fonda

 

 ***

 


La pagina bianca

 

È bella la pagina bianca,

molto più

di un libro intero

 

Calda e comprensiva,

quasi mi tiene per mano

 

Ho vissuto tanto

 

Comincio   a leggere

ma non vado avanti

 


 ***



Quell’ultima nuvola

 

Quell’ultima nuvola

trasferitasi

su carta luminosa,

non dista ancora così tanto

dal cielo

 

A volte sono più sereno

A volte basta il mare

 

Vorrei cercarlo sempre,

il mare

senza voltarmi

 

Restando a sorridere per ore

davanti a quella baraonda

          di gabbianelle


(Brani tratti dal libro Nessuna solitudine, di Giorgio Cuscito, RPlibri, 2026)

Giorgio Cuscito (Acquaviva delle Fonti, 1994) lavora come musicista, cantautore e performer tra musica, teatro, poesia e arti contemporanee. La sua intera ricerca è incentrata sull’Arte intesa come processo e non prodotto, come pratica di resistenza umana all’isolamento, all’individualismo e all’(an)estetizzazione del sentire. Ha musicato e interpretato poesie di Paul Éluard, Cesare Pavese, Gottfried Benn e Pier Paolo Pasolini; si ricorda il reading Avrà i tuoi occhi (2024) con il poeta Vittorino Curci e il musicista Gianni Console. Ha sonorizzato mostre e installazioni in gallerie d’arte e musei; si ricordano Habitat (2025) e Postumi (2025) dell’artista Pierluca Cetera. Insieme alla band art rock Violent Scenes, di cui è cantante, compositore e autore di tutti i testi, ha registrato quattro dischi: Know By Heart (2017), Stimmung (2019), Rebirth (2022) e Angels Are Mathematical (2026); scritto per il cinema e il teatro e suonato in centinaia di concerti, tra Italia e Stati Uniti. Scrive, vive e lavora a Gioia del Colle (BA), dove negli ultimi anni ha dato vita a un intenso scambio artistico e culturale, tra i più attivi della Puglia; curando festival, concerti e spettacoli e ospitando artisti provenienti da tutto il mondo.



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