domenica 11 ottobre 2020

Le "Inesperte esperienze" di Gastone Cappelloni, poeta marchigiano

Gastone Cappelloni è un poeta marchigiano che si è fatto apprezzare recentemente in Italia e all’estero, specie in Argentina, dove ha presentato con successo le sue ultime pubblicazioni. È un poeta impegnato e prolifico, avendo prodotto finora più di venti libri, alcuni dei quali, per l’appunto, tradotti in spagnolo.
La sua dedizione al mondo della poesia è rilevante e continua; lo dimostra anche il fatto di aver realizzato una interessante antologia di suoi testi, intitolata “Inesperte esperienze”, la quale costituisce in effetti, come lo stesso sottotitolo riporta, una vera e propria “Opera omnia”, suddivisa in quattro sezioni: Primavera, Estate, Autunno, Inverno. Un titolo fortemente ossimorico, stante ad indicare una sorta di impreparazione, di struggimento quasi, nell’affrontare la realtà, che comunque il nostro poeta “affida” alle parole poetiche, ai suoi versi, per addolcirne il senso e per disciplinarne meglio il percorso esperienziale. Metaforicamente, la suddivisione nelle quattro “stagioni” dell’anno, ci suggerisce che Cappelloni vuole accompagnare il suo percorso poetico, le sue “inesperte esperienze” alla propria personale evoluzione temporale, offrendoci, relativamente ad ognuna delle quattro stagioni, testi poetici adeguati e fondamentalmente ispirati a queste: dai ricordi familiari, alle più mature esperienze affettive e fino a giungere alla consapevolezza e (quasi) alla rassegnazione dell’attuale esistenza. Sono testi che ricalcano riflessioni, domande, dubbi; l’assenza del titolo in tutte le sue composizioni è una scelta quasi obbligata: dare continuità e impellenza al suo dire, lasciarlo fluire senza interruzioni e distrazioni. L’amore è un tema ricorrente, un amore carnale ma anche idealizzato e nostalgico, che riappare e scompare dietro le quinte della città e della quotidianità. Ne è il filo conduttore in “6.0”, una raccolta del 2017 scritta per i suoi sessanta anni. 

Proponiamo ai nostri lettori, dunque, alcuni brani poetici di Gastone Cappelloni. I primi tre sono tratti da “6.0”, mentre i rimanenti quattro testi figurano in “Inesperte esperienze”, uno per ogni sezione. Ci auguriamo che i nostri amici, dopo aver letto i testi, vogliano aggiungere altre gradite riflessioni in merito, o commenti.




Ora che la tua mente
vivrà
l’eleganza del rispetto
ti percepirò abbracciata
al volto azzurro dell’universo.

Delicato incontro, cortese purezza
incisa
con l’anima delle immagini.

Donna
silente e virtuosa,

temprata e plasmata
dall’eco delle primavere.

Giorno di cordiale piacere
l’anima,
si disseterà all’ombra
di alate tue radici.


***

Osservo i lineamenti tuoi
disegnati e perfezionati
dalle lettere dell’amore
interiorizzando passato a venire.

Sguardo e pensiero d’argilla,
nel donarmi spezie di rosea attesa.

Natura che personificherà,
l’irrinunciabile femminilità.

Immagine sagace,
che sosterrà
nei marciapiedi delle stagioni
colei che alimenterà in me,
l’equilibrio
di mai piatto temperamento.



***

Pacificamente
ti raccontarono
tumulti di memoria
che inselvatichirono
l’avvenire dell’amore.

Girovagando attorno
alle timidezze della verità
si ricordarono
che vent’anni dopo
bianche chiacchiere
si misero ad ammaestrare
commosso tepore
lasciando come eredità,
agli indifferenti
della speranza
le argentate tue parole.


(testi tratti da “6.0”, 2017)


***


Padre raccontami
con gli occhi miei
il secolare
stormir del ruscello
ove nel gentil febbraio,
cuor mio si abbeverava
di tiepidi gorgheggi di gioventù,
e il falco volteggiava
per me
sopra i boschi di boriose querce,
sfidandomi
nei mulinelli del vento
a rimirar l’essenza
del cielo, plumbeo.

Padre, ammaliami,
solo così, sarò vissuto,
nella realtà dell’immaginario.


***

Nei tuguri
di ramate catene
la sete della terra…
celebrava
progressi di morte
patendo
agonizzanti avidità.

Terra insanguinata.

Nero sudario,
marchio
per immonde barbarie.
Forni di fame
profetizzavano
radioattivo sangue
nei crocevia
di ricchezze senza antidoti.

Possa Divina giustizia
maledire amorali iniquità.


***

Ricordati di me
quando la pioggia
ti bagnerà il viso
lacrime, saranno.
Ricordati di me
quando il sole ti scalderà
freddo avrai nel cuore.
Ricordati di me
quando tra la gente
sola ti sentirai.
Ricordati di me
quando un sorriso
ti strapperanno
amaro sarà nelle labbra.

Ricordati di me
nella ricerca di Poesia
accanto, mi avrai.


***

Neonata vita, profanata
dalla cupidigia
ripudiante dell’indigenza,
ancor ricordi
di preghiere senza rosari?
io,
seme impreparato
planavo
dove le memorie degli autunni
non avevano parole,
e le lacrime del corpo
risvegliavano
struggenti sguardi,
invecchiati dal buio
di nebulose riletture.

(testi tratti da “Inesperte esperienze”, Opera Omnia, Edizioni Il Cuscino di Stelle, Pereto (Aq), 2020, prefazione di Maria Concetta Giorgi)


Gastone Cappelloni, poeta contemporaneo, è nato a Sant’Angelo in Vado, provincia di Pesaro, nel 1957. Ha pubblicato a tutt’oggi 23 raccolte di poesie. Un Seme oltre oceano, 6.0, e Inesperte esperienze (Opera omnia), sono state tradotte anche in lingua spagnola, e presentate sia in Argentina, sia in Spagna, riscontrando successo tra il pubblico e la critica letteraria. Sue poesie sono presenti su antologie nazionali e internazionali, portali e riviste cartacee. Alcuni suoi libri sono stati inseriti sul sistema bibliotecario statunitense. Ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Internazionale “Meet the Artist” Ostia Antica; il Premio Internazionale “Arte, Cultura, Solidarietà” a Pescasseroli (Aq); il Premio Accademia Internazionale la Sponda. Ospite in radio 
nazionali ed estere. È Poeta e Testimonial Regione Marche in terra Argentina, nei tour poetici dei volumi Un Seme oltre oceano nel 2014, e 6.0 nel 2017 e 2018.
Nel 2018 a Mar del Plata, Argentina, è stato insignito, da parte del “Concejo Deliberante del Partido de General Pueyrredón” con il titolo “Visitante Notable”.
Ha un sito personale: www.gastonecappelloni.com





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