sabato 18 giugno 2011

Nabil Mada: dal Marocco all'Italia

Su suggerimento prezioso di Alessandro Canzian (Samuele Editore, Pordenone), che gli ha pubblicato la plaquette "A mia madre”, “Ti ricordi della voce”, Lettera a mia madre”, all'interno dell'Antologia, “L’Amore del Giglio”, offro ai nostri affezionati lettori un saggio della poesia di Nabil Mada, poeta nato in Marocco, ma che ha perfezionato i suoi studi letterari in Italia, come si vedrà più avanti in dettaglio nel suo nutrito curriculum.
Ringrazio quindi l'amico Alessandro, giovane poeta anche egli, oltre che apprezzato editore, scopritore di talenti nuovi, per avermi dato questa possibilità. Ed in effetti, la poesia di Nabil è degna di ben figurare, essendo intrisa di quella dolce e nostalgica "mediterraneità" che rende il verso melodico e ricco di immagini, di sensazioni forti, odorose, solari, ventose, marinare, ma anche di velate malinconie introspettive.
Il lettore attento noterà tra le righe, tra i suoi versi, un languore antico, che lega il poeta alla sua Patria, riferimento sicuro e prezioso per procedere in avanti.

La vita senza vivere

Tu che tra i monti alti sorgi
di tanto in tanto
sospesa
nell’infinito orizzonte.

La mia vita è nata vicino a un albero
con sogni sparpagliati,
là, dentro un sole spento 
e una luna inesistente.

Lì dovevano nascere anche le mie ragazze
che incontravano me che venivo da Occidente,
in giorni tristemente gioiosi.
E gelose quanto ti piacevano,
quanto felice adoravi nasconderti
tra i loro seni gonfiati
chissà se d'amore, di cancro o di rancore?
E io qui fermo a pensare:
un vulcano di idee senza forme
che a scriverle s’asciugano le parole.
Ma mi piacciono le idee senza forme,
le lingue senza parole,
la vita senza vivere.

Mentre fuori il tempo irreparabile
s’apre ad altri pensieri. Chiudo le finestre,
le porte e dentro me
la speranza
che domani si possano dire altre verità,
che un giorno il nulla vestito di dolore
per abbracciarlo
diventi fisicità.


Lo spazio geometrico

Il senso è immutevolezza,
la vita una pietra scavata dalle onde.
I sogni sono una rondine
in mezzo all'inverno dove
il cielo è splendidamente
un viso sdoppiato,
pallido e annichilito.

Lo spazio geometrico
senza immensità invade lo scoglio,
ora non c’è più sabbia in questo mare,
niente speranze a farci segno,
niente estate a raccogliere il sogno.

Ora lo strazio si è fatto brusio
un gabbiano sopra quello scoglio
a cantare immensi silenzi.

Grida il cielo e spaventa la rondine
mentre il vento fugge
mormorando addio.


Come il vento

Una barca sul mare
chissà quali orizzonti andrà a solcare
sotto un sole spento
che ingombra l’acqua
e raddensa questo tormento
prima di tramontare.

Un uomo nudo sulla spiaggia
come un’idea senza destino
in attesa di volare.
Spatriato come me
come il vento capriccioso
che non sa dove soffiare.

Rauca la voce che ti sfiora
lentamente
sussurando: N-a-b-i-l
sei tu
la terra,
il vento
il tramonto,
il nonnulla vestito di tormento
che profuma di questo mare.


Memoria di un poeta

Spesso mi cade sulla pelle
l`intenso calore del fiume
rosa, blu, verdastro o altro colore.
E rauca la voce mi ritorna
in echi e brividi,
urlando:
fermati un attimo,
smetti di fingerti morto
tra i vivi-morti
tu che poeta credi d'essere mentre
non sei che un mentitore.

Altre voci seguono
accecano gli orecchi
torturano gli occhi.

E immobile sul fragile trono
delle parole
mi chiedo:
sarò ricordato come tanti
fingitori morti, traditori o intellettuali:
tra Montale, Baudelaire e Ungaretti
tra tanti eroi mitici:
Ulisse, Edipo re o Achille?

All'improvviso un raggio di sole
mi sorprende e sugli occhi chiusi
si sofferma un po’,
e lontana mi risveglia la voce
di un'amica ,
con mani spinose
accarezzandomi il cuore
e capisco che fu
il solito incubo di notte:
l'umano desiderio di voler durare,
di voler vivere un corpo
e un nome eternamente.

Nabil Mada è nato nel 1983 a Salè in Marocco. Dopo aver conseguito la maturità classica in Lettere Moderne, ed avendo l’italiano come lingua straniera, decide di iscriversi al Dipartimento d’Italianistica dell’Università di Rabat, dove si laurea nel 2006 con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno si iscrive, prima all’università di Catania in cui ha studiato Lingue e Letterature Europee ed Extra-Europee, per trasferirsi quindi all’Università di Bologna ove ha ottenuto nel 2010 la Laurea Specialistica in Linguistica Italiana e Civiltà Letterarie, discutendo, sotto il magistero di Niva Lorenzini, una tesi su: “Diario d’Algeria di Vittorio Sereni: Tra Luogo Fisico e Luogo della Memoria”. Durante questi anni di studio e di ricerca nell’ambito della poesia italiana, occidentale ed araba del Novecento, nasce la sua passione ed il suo interesse per la traduzione e la scrittura della poesia sia in arabo sia, soprattutto, in italiano. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “L’amarezza d’espressione”, “Il groviglio dell’essere”, e “Salé” edite nel 2011 da Effigies ad Urbino a cura di Gabriele Amadori. “A mia madre”, “Ti ricordi della voce”, Lettera a mia madre”, invece, sono ormai leggibili, con un’auto-traduzione in lingua araba, nell’antologia “L’Amore del Giglio”, uscita presso Samuele Editore (collana Scilla, prefazione di Maria Luisa Spaziani) a Pordenone nel 2010.

12 commenti:

  1. Nabil Mada è un autore molto giovane e molto interessante sotto vari aspetti. Sta crescendo, lo conosco da alcuni anni, e l'ho visto scalare linguaggio (l'italiano, lingua non sua, questo è fondamentale) e tematiche. Capacità di penetrare la realtà, sensibilità non soffocata nè celata, parole che cercano una verità che molto attentamente il mondo occidentale dovrebbe leggere. Perchè il mondo arabo non è il quadro televisivo datoci dai mass media. Ma è un vivere sentimenti, emozioni, legami, problematiche, in maniera differente ma non troppo dalla nostra. Sicuramente con un approccio più sereno di quello occidentale. Lo stesso Dio islamico, e lo dico senza paura d'essere confutato, è molto più sereno del Dio occidentale (nel quale credo comunque ancora fortemente, come credo nel Dio di Nabil). Alessandro Canzian

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  2. In poche parole, posso dire che Nabil Mada ha scritto grandi poesie ed è una grande persona.
    Buona continuazione.


    EL KADDANY Soufiane

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  3. La poesia di Nabil Mada è tramata di echi e immagini, di visioni, risonanze e momenti che si dilatano a tentare la circolarità, ossia la realizzazione piena del fantasma poetico.
    Pasquale Balestriere

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  4. Ho avuto la fortuna di conoscere Nabil,e posso affermare con certezza che solo un Uomo con la sua sensibilità può scrivere delle poesie così ricche di sentimento.Ricordo con nostalgia le nostre passeggiate ...

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  5. Sono felice di questi esiti poetici di Nabil. Lo conobbi in Marocco nel 2003 e da allora ho sempre seguito con ammirazione il suo arduo percorso di studio e di lavoro. Nabil è un grande esempio per tutti i giovani autori. Franco Buffoni

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  6. Buona continuazione,sai gia il mio opinione sulle poesie,anzi la tua passione di scrivere .Ti auguro una buana continuazione.

    scrivere vuol dire vivere.

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  7. Un autorevolissimo intervento di Franco Buffoni tutto dice di questo autore.

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  8. Sono grato a Franco Buffoni per questo suo intervento, che, oltre a mettere in giusto risalto la poetica del nostro amico Nabil, premia il mio tentativo di "cucitura" tra le varie interessanti voci del momento. Ne sono onorato, grazie ancora!
    Giuseppe Vetromile

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  9. Poesie piena e verace che nulla atteggia questa del giovane poeta Nabil Mada. Versi che colmano l’anima di arcata salvifica, di percezioni e sonorità stese tra le diverse culture, d’istanti vivi di un loro palpito e di una melodia squisitamente mediterranea, che nulla celano dell’impotenza e del tormento di chi continua, credo all’infinito, a portare dentro le proprie radici e ascolta, nel vento, un altro vento che sussurra il suo nome.
    Mariolina La Monica

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  10. La poesia di Nabil Mada si scrogiola tra l'essere e l'apparire, tra la presenza e l'assenza di un "io" poetico poco sereno.

    L'esperienza in Italia e nel mondo occidentale, il ritorno in patria ogni tanto per le vacanze, ha fatto si ch'egli si senta straniero nel proprio paese e nella propria città "Salé" che giorno dopo giorno-in sua assenza- stava diventando simile a quelle occidentali in cui egli ha vissuto. Qui, a mio parere, sussiste il conflitto nella sua poesia anche se non si puo' assolutizzare né minimizzare la sua poetica solo da questo punto di vista. L'altra cosa da notare nelle sue poesie è questo richiamo alla cultura madre e a quella occidentale sia sul piano stilistico che a livello tematico tanto da risultare nuova la sua poesia all'orecchio di un lettore italiano. Spesso stupiscono gli scrittori che appartengono ad una cultura diversa quando si esprimono in un'altra lingua di cui conoscono consapevolmente i segreti, e tra questi c'è e ci sarà il poeta e l'intellettuale Nabil Mada. In fine, va precisato un caratteristica fondamentale della sua poesia, ossia il gioco sul ritmo e sulla musicalità del verso a scapito della scelta di parole auliche e ricercate, ed in cio' egli deve molto al suo maestro Sereni per cui ha dedicato ben cinque anni di studio. A livello ideologico pero', egli deve molto alla scuola lombarda di Antonio Banfi, Luciano Anceschi, vittorio Sereni e altri, una scuola ch'egli scopre grazie al poeta Franco Buffoni e in cui ha voluto formarsi perché la sentiva piu aperta e molto vicina alle sue esigenze culturali.

    Auguro una grande fortuna a Nabil Mada che sta lavorando seriamente per diventare il poeta che vuole lui e non gli altri...

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  11. Gabriele Amadori25 luglio 2011 01:57

    Di Nabil mi sorprende sempre, pur conoscendolo dal tempo dei suoi studi universitari a Rabat, l'amore che porta verso la lingua italiana che è diventata la lingua della sua espressione poetica. Egli ne ha assimilato tradizione, valori, suoni, ritmi, ci innesta il suo mondo e il suo sentire complesso, composito.... La strada è ancora lunga, percorrerla è mettersi alla prova, ma Nabil, mi pare, è fedele al suo intento.

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  12. Nabil je te souhaite bonne continuation dans ton chemin.Tu mérite d'être un grand poète Italo-Marocain.J'ai l'honneur de connais un ami de ta valeur.Mustapha Lafquih

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