mercoledì 5 luglio 2023

"La strada verso il canto": l'articolato itinerario esistenziale di Rossana Jemma

C’è sempre un punto di partenza, e generalmente questo punto è oscuro, incerto, perché dubbiosa e incerta è inizialmente l’anima che tende a chiarirsi, una volta incamerati gli infiniti perché che la vita va impostando quotidianamente. E questa ricerca è comunque più assidua, più convinta, nelle anime dei creativi e in particolare dei poeti, che continuamente si interrogano sui grandi e fatidici quesiti che la realtà circostante ci sottopone. E non si tratta soltanto messaggi provenienti dall’esterno, bensì, e in modo direi anche più drammatico, di domande che emergono pressanti dalla propria realtà intima. Il poeta è consapevole e sensibile, forse più degli altri, perché riesce a trovare, anche saltuariamente, questi “momenti” quasi evanescenti, in cui estraniandosi da tutto il mondo circostante, riesce a concentrarsi e a mettersi in “comunicazione” diretta con il proprio inconscio. Trovare la strada, dunque, una strada che porti all’illuminazione? Non è detto, ma comunque una strada che sia percorribile con fiducia e curiosità, anche se questo dovesse comportare una sorta di tristezza o di delusione (a dirla con Baudelaire, come la nostra Autrice in modo aderentissimo al suo progetto poetico, suggerisce citando in esergo alla prima sezione alcuni versi del Poeta).
Ma dove potrà condurre questa strada? Ovvero, che cosa l’Autrice vuole raggiungere, quale meta o quale stato (interiore o virtuale) la nostra poetessa tenta di traguardare?... Forse non è tanto il traguardo, ma il viaggio in sé verso qualcosa, che interessa Rossana Jemma, perché è il cammino, il percorso, in fondo, che può fruttare emozioni e scoperte, conoscenze e speranze, non proprio l’arrivo, fonte di possibili amarezze e delusioni: “E perché non - ogni sera - / la chimera incurante / che non preclude niente?...”.
La strada verso il canto diventa così il giusto itinerario dei sogni e delle speranze, a prescindere dalla meta, che comunque sta lì, asintotica e (forse) irraggiungibile. Laddove il canto non è altro che l’aspettativa di uno stato d’essere più libero, più illuminato, più “naturale”, similmente ad una farfalla che vive intensamente la sua breve vita, prima di essere travolta dalla realtà di una terra che sgretola ogni ala.
C’è dunque questa intensa consapevolezza della necessità di imboccare questa strada verso il canto, di intraprendere un viaggio in avanti, malgrado tutto, malgrado gli ostacoli che ne rendono arduo il procedere: e sono ostacoli descritti bene, metaforicamente, nelle tre sezioni del libro (Buio e aritmie, Fantasmi e presenze, Canto e speranza). Tre sezioni, tre prospettive diverse, che si congiungono al termine nell’evanescenza della speranza, ultima sezione introdotta con una citazione della Dickinson: “La speranza è quella cosa piumata che si viene a posare sull’anima, canta melodie senza parole e non smette mai”.
Ottimo libro, con il quale Rossana Jemma costruisce con una modalità lirica veramente pregevole la sua idea di percorso esistenziale, fatto di solidi ricordi, di incertezze, di delusioni ma anche di illuminazioni, di sogni e di speranze.


Ritmo spezzato

 

Il cammino ebbe inizio

con una forte esplosione

 

Si spezzò il ritmo

si fermò il cuore

 

Li sommerse il fragore

tutto fu ronzio di fondo

 

Accordi stonati

nell’urna dell’inazione

 

 *

 

Farfalla

 

Una mano forte ti colse

quand’eri farfalla

appena dischiusa

fremente

in mezzo alle vibrazioni

dell’aria frizzante

Un tocco di roccia friabile

ti spinse su in alto

ti rese più abile

poi finì col bloccarti

al suolo

e in un cupo assolo

ti spappolò le ali

 

 *


Avvinghiata al buio

 

Avvinghiata al buio

pregno di disincanto

ogni tanto

rivolgo un inno sacro a Dio

- ch’Esso sia o non sia -

ormai così assenti gli uomini

Piegati da dita potenti

- capo chino verso il basso -

ora incapaci di cogliere

della terra i sussurri

Intenti a giocherellare

come putti ignari del male

o pure a osservare

da dietro vetri scuri

che inghiottono l’anima

come si muore in guerra

come inghiotte il nostro mare

 

(dalla sezione “Buio e aritmie")

 

 ***



In sogno sveglia

 

Stanotte nel sonno

ho ancora parlato con te

Senza nome ma così attento

di voce vera - eri -

di sguardo limpido

di carni fragili e languore

che veglia tanto reale mai fu

 

Vivida nel sopore

di un sogno palpabile

quale dei due me è veritiera vita?

Il risveglio - ogni dì -

possibile nell’incedere

delle ore illusorie?

E perché non - ogni sera -

la chimera incurante

che non preclude niente?

 

Attendo ancora

l’apparizione che Morfeo concede

nutrimento di corpo e mente

e troppo mortale - col giorno -

indossare gli abiti

del rinascere - talvolta -

mi è insufficiente

 

In questo pulviscolo d’incontro - forse -

ci uniremo veramente

 

 *

 


Fantasma

 

Sarei tornata un pomeriggio

in quella strada spoglia

- senza via d’uscita -

Avrei salito le tue scale

per entrare già colpita

nella tela dell’intelligenza

- a lungo agognata -

Avrei avanzato lieve

in volute di fumo

trapassando gli arredi

e - di sbieco riflessa -

crocifisso in quel dipinto

avrei incontrato te

e - senza scampo -

avrei ritrovato me stessa

 

(dalla sezione “Fantasmi e presenze”)


***


Salvata dal canto

 

Ero ancora sul ciglio di me stessa

- sopra un tiglio stamattina -

quando un canto d’usignolo

come incanto mi ha destato

 

Una giornata di nuova poesia

sorta da queste melodie

- omaggio di madre Natura -

potè ricominciare e poi finire

 

Nel suo ristoro verde-antico

dall’alto di un florilegio

nutrito con difficoltà

proverò ancora a sostenere il cielo

 

 *

 

 

Ancora vivo

 

L’Eternità - tutta -

sento racchiusa

tra il sole e la sabbia

in un anfratto accecante di pace

 

Il Paradiso - intero -

espande in me

la sua nitida assenza

da un prato di ciclamini al mare libero

 

Perciò respiro e ancora vivo

 

(dalla sezione “Canto e speranza”)


Brani poetici tratti dal libro La strada verso il canto, di Rossana Jemma, RPlibri, 2023, prefazione di Maria Allo.

Rossana Jemma vive e lavora a Parigi, ma ha sempre mantenuto un forte legame sentimentale e professionale con l’Italia. Docente di italiano e francese, traduttrice e operatrice culturale, ha tradotto e/o collaborato con diversi artisti, drammaturghi contemporanei e poeti tra cui Ricci/Forte, Randazzo, Ceresoli, De Novellis, L. Prosa, Zinna, Maffei, Badea, Pollina. Anche in qualità di traduttrice e studiosa di poesia, ha collaborato a molte pubblicazioni (su Caproni, Pascoli, Marinetti, Pozzi, Buzzati, Zanzotto, Bontempelli…) e a diversi incontri culturali sulla letteratura. Ha collaborato alla pubblicazione del doppio volume di prose e poesie inedite di G. Caproni Caproni a 100 ans, con cura e traduzioni di M. Rueff, R. Jemma e J.P. Ferrini (edizioni Po&sie n. 137-138) e partecipato a diverse rassegne e festival internazionali volti a diffondere la letteratura, il teatro e la musica italiana in Francia tra cui «Les Italiens à Paris», «Festival del libro e della cultura italiani», «Le pouvoir de la parole: les nouvelles dramaturgies italiennes», «Festival Canzoni & Parole». Nel 2021 ha ottenuto la menzione d’onore al Mediterranean Poetry Prize. Sue poesie sono apparse in diverse riviste e antologie di settore. La strada verso il canto è la sua opera prima.




2 commenti:

  1. Bellissime poesie, tra classico e moderno. Voce molto originale, fuori dalle mode poetiche attuali.

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