venerdì 12 maggio 2023

L'"Implicita missione" poetica di Claudia Piccinno

Ecco una nuova “missione” poetica di Claudia Piccinno, autrice di grande talento, prolifica, ma soprattutto grandissima conoscitrice della materia poetica nazionale e internazionale, avendo contatti continui con le realtà letterarie di altri Paesi, convegni, traduzioni e varie altre interessanti attività che riguardano questo ambito. Parliamo del suo recente libro di poesie “Implicita missione”, uscito agli inizi di quest’anno per i tipi di Fara Editore. Strano titolo, ma se vogliamo, davvero indovinato, perché nulla più di una poesia può essere una “missione”: anche in questo caso, il missionario-poeta tenta di portare la sua voce alle genti, non già per convertirle ai propri credi, bensì per aprire loro nuovi orizzonti, offrire la possibilità di provare altre emozioni, o ancora emozioni autentiche, dal momento che in questa fase della nostra storia, così falsa e decadente sotto tanti punti di vista, l’umanità si è forse disabituata all’incanto e alla purezza, alle vibrazioni della natura circostante. Implicita missione è un po’ tutto questo, laddove per implicito si sottintenderebbe la ovvietà, la naturalezza di un’operazione del tutto gratuita e affettuosa, nei confronti del lettore-fratello, in una società, appunto, dove nulla è dato per scontato, e anche l’offerta della poesia viene spesso fraintesa se non accolta con sospetto o persino con un completo disinteresse.
Con Implicita missione Claudia Piccinno tocca vari aspetti del dire poetico, offrendo al lettore una gamma piuttosto esaustiva della sua potenzialità e modalità espressiva. Il libro infatti è suddiviso in quattro sezioni: “Poesie varie”, “Haiku”, “Tautogrammi” e “Dediche”; le quattro parti però, pur differenziandosi per la modalità strutturale, appunto, si integrano vicendevolmente evidenziando la tematica complessiva di tutta la raccolta, e cioè l’attenzione dell’autrice nei confronti della natura e dei sentimenti, con osservazioni anche minime delle cose e dei valori, nella quotidianità.
In particolare Claudia Piccinno, in questa raccolta, mostra di possedere tecniche di scrittura poetica davvero elevate, se si pensa, ad esempio, agli haiku, ma soprattutto ai testi della sezione “Tautogrammi”, dove riesce, con rara efficacia, a costruire versi che utilizzano sempre la stessa lettera, fornendo comunque un senso e un significato complessivo sorprendente.
La poesia è indagine e raccolta di messaggi provenienti dalla realtà che ci circonda, anche da quella nostra interiore, però le varie modalità espressive, le tecniche di scrittura, gli stili, le forme, sono prerogativa di quei letterati e poeti che conoscono molto bene la materia e da anni la frequentano. Claudia Piccinno è sicuramente tra questi.


L’ossessione delle radici

 

Visioni del sud

nella nodosa corteccia

degli ulivi

frammenti di luce

in comode rate

a colmare gli abbracci inevasi.

Un libro, un taccuino, un caffè

fan da cornice

a quest’elioterapia del ritorno.

Non c’è scadenza, né vuoto a rendere

in quest’ossessione delle radici.

 

 ***


Incerte verità

 

Il silenzio scosso dai singulti

di una lavastoviglie nottambula

compete col buio a intermittenza

di un addio.

Siamo in un limbo di decreti

a fremere per un buon esito

di questo isolamento.

Arruolati nell’e-commerce

non distinguiamo l’utile dal dilettevole.

Medusa è lo schermo

che pietrifica il sorriso

combinando i pixel

a mistificare miti

edulcorando immagini.

Smarrito l’odore di un abbraccio

abusiamo di inutili parole

per sopperire ai gesti di prossimità

veicolando incerte verità.

 

(dalla sezione “Poesie varie”)

 

 ***


Donne col burka

pensieri trattenuti

al guinzaglio.


 *


Soffia la guerra

quando non si usa più

l’alfabeto.

 

*


Poesia cresce

se ascolti gli altri

senza parlare.

 

(dalla sezione “Haiku”)

 

 ***

 

In s

 

Silenzio saliva sulla scarpata,

Solitario sibilo strisciava

sotto suole scomposte.

Solita storia senza sbocco

- stemperava sua sorella -

sottacendo soprusi

sinceri saluti, signorsì

soliti ossequi.

Supero e scordo serpi setose.

Sento sinceri solo soldati severi,

sfuggo superaffaccendate sedicenti

                          [scrittrici,

sindromi… sovraesposizione,

saccenti soporiferi scolari.

Scrivo semplicemente sto

silente sulla soglia,

sopra sassi sferici

sorpresa (dal) sistema

sovrabbonda stupidità.

 

(dalla sezione “Tautogrammi”)

 

 ***

 

Credo nelle stelle

 

Sono il sorriso dei nostri cari

– dice l’immaginario collettivo,

faro ai naviganti e ai pellegrini.

Bussola luminosa dei poeti

àncora salvifica dei solitari.

Credo nelle stelle

metafora dei desideri

viatico dei sognatori.

Credo nella fioca luce

che balugina a tratti,

credo nella segnaletica

verso l’isola che non c’è.

Credo nella dimensione

ultracorporale dell’amore

quando si fa luce

in una notte scura.

 

(dalla sezione “Dediche”)


Testi tratti da:

Claudia Piccinno, Implicita missione, Fara Editore, 2023, prefazione di Emanuele Aloisi.


Claudia Piccinno è docente, traduttrice, autrice di numerosi libri di poesia, di prefazioni e saggi critici. Direttrice per l’Europa del World Festival Poetry fino a settembre 2021, medaglia d’oro al Frate Ilaro 2017, vincitrice Ossi di Seppia 2020, ambasciatrice per l’Italia del World Institute for Peace e di Istanbul Sanat Art, Ape d’argento del Comune di Castel Maggiore per meriti culturali. Tra i vari premi internazionali, gli ultimi: Global Icon Award 2020 for Writers Capital International Foundation, The Light of Galata (Turchia 2021), Sahitto International Jury Award (Bangladesh 2021), Premio alla Cultura Città del Galateo (Roma 2021), Aco Karamanov (Macedonia 2021), Ajtan Zhiti (Kosovo 2021). È responsabile della rubrica Poesia per La Gazzetta di Istanbul e redattore per l’Europa della rivista turca Papirus (Artshop). Collabora con vari blog, e-magazine e riviste cartacee, tra cui: Menabò, Verbumpress, CiaoMag, Our Poetry e Il Porticciolo. La sua voce è presente nella Poetry Sound Library curata da Giovanna Iorio.

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