Non si sottrae al canto d’amore la poetessa Marisol Bohorquez Godoy, che radunando in sé tutto un mondo, tutta una realtà pregressa ricca di valori naturali, come lo è la sua terra natia, riesce con grande maestria letteraria ad esprimere una poesia fortemente incentrata sul valore dell’amore, una poesia che qui viene in un certo modo riassunta nella raccolta Radice Nomade, una poesia dalle corde altamente liriche, che offre un insieme piuttosto esaustivo dei vari aspetti in cui si manifesta l’amore, in particolare quello puramente e appassionatamente fisico, ma che dà adito ad un proseguimento lungo i sentieri della vita, perché l’amore non può confinarsi in un luogo e in un momento, ma ha una dimensione infinita nello spazio e nel tempo: "Nudi / la vita ci ha attraversati / come un sogno / È questo il paradiso? / Un regno senza inverni / un territorio nell’esilio / dove spighe di fuoco / germinano sulla punta / delle nostre lingue / e dalla carne che penetra la sua luce / un sole si solleva / senza invocare Dio".
Il canto d’amore di Marisol è pacato ma solo apparentemente: in
filigrana nei versi si nota un impeto discreto, controllato, ma colmo di
intendimenti, di guizzi, di allusioni: è un fuoco d’amore che cova sotto la
cenere del vissuto, del quotidiano, laddove anche i ricordi contribuiscono a
rinvigorire la fiamma nostalgica di un “può essere stato, poteva andare così”… “Ricorda quei giorni / quando colmavamo di baci il
silenzio / quando i nostri occhi si chiudevano / a riconoscere la vita che ci
attraversava…”
E quindi un canto delicato, intenso, forte, ma
controllato, misurato attentamente con la competenza e l’esperienza letteraria
dell’autrice, la quale sa, lo sa bene, che la parola, il fonema, in poesia sono
essenziali strutture per la costruzione di un testo che voglia esprimere la
profondità del concetto.
Radice nomade appare così un ossimoro, dove l’amore
è il filo sottile ma robusto che lega il mondo originale al mondo in cammino,
amore come viatico essenziale a dare un senso alla propria e all’altrui
esistenza.
Tu e io amore
che siamo venuti al mondo come oblio
abbiamo fatto delle parole
il nostro incendio
Abbiamo sfidato l’abbandono
e unito i nostri corpi
al potere della fiamma
Abbiamo imparato a nominare il mondo
col fuoco nascosto
nella radice del silenzio
NELLA CITTÀ SENZA
TRENI
Ricorda quei giorni
quando colmavamo di baci il
silenzio
quando i nostri occhi si
chiudevano
a riconoscere la vita che ci
attraversava
Ricorda che le tue mani
erano il vestito preferito della
mia cintola
e il tuo sorriso l’unica mia
ragione per smettere di fuggire
Ricorda che il sole si nasconde
all’orizzonte
e da lì racconta a ogni notte
il potere che ha il nostro
incendio
Il nostro
segreto I
C’è un segreto nascosto amore mio
Un segreto che mi perfora la lingua
affinché io non possa rivelarti al mondo
E in tutte le lingue che parlo
scrivo i nostri nomi
affinché altri si confondano
Non so in quale tra tutti i fonemi
ti sto perdendo
Non ci sono alfabeti adeguati
per nominare l’assenza
È facile inventare parole
colmare con esse il vuoto
e con il loro doppio filo
distruggere l’amore
SOGNO I
Vieni
fiorisci ancora una volta
nell’incendio della mia pelle
che ha trovato nel tuo petto
l’ingenua chiarezza dell’amore
Abbracciami con quella tua voglia
di conquistare il mondo
lo stesso dove io continuo a seguire
la luce delle stelle che agonizzano
Dormi sul dorso
di questo agosto ebbro
mentre le mie mani
risolvono l’equazione dei tuoi nei
Ricordami che accanto a te
i giorni cominciano con il tramonto
Dammi un po’ della tua luce
e avvolgi le tue gambe alle mie
Non permettere che un’aria di mondi distanti
diluisca la fantasia
e ci obblighi ad aprire gli occhi
SUSSURRO
Cerco di capire la geometria sacra
dei tuoi pensieri inquieti strani confusi
Contemplo le rime assenti dei tuoi versi
e la fredda fiamma che batte sulla mia porta
Vaghi sulla soglia come un fantasma
Sulle mie dita tremolanti
il tuo nome è la poesia che scrivo
Radice nomade
Finirà questa vita
ma mai il mio errare
l’andarti dietro attraverso i secoli
e attendere paziente il momento
in cui gli angoli del tuo tempo e il mio
torneranno a unirsi
Sull’orlo di ogni abisso
e sotto le pietre
riposerà il nostro grido
Passeremo notti intere
seduti sulla riva di un sogno
come colombe che dormono sui cornicioni
in attesa di quel primo raggio di sole
che ricordi loro la necessità di volare
L’altra faccia del fuoco
Esiste salvezza per questo amore che è nato
condannato?
Non rispondere con fretta
pensa nella contraddizione della fiamma
proteggere la vita e distruggerla
conoscere il suo destino di cenere
Tu ed io non siamo diversi
ardiamo con la stessa intensità del fuoco
attizziamo scheggia a scheggia l’amore
fino a vederlo tramutato in ombra
il lato freddo della fiamma
Sono venuta nel centro dell’inferno
per abitare il clamore della fiamma
per abbracciare il suo lato più freddo
E quando il mio corpo
che ama le tue labbra estranee
si sarà tramutato in cenere
verrà il vento
a portare via il tuo nome
lontano dalla mia memoria
l’ora finale
Dicono che alla fine della vita
tutti ci lamenteremo
per i ti amo mai
detti
però tu che amandomi in segreto
hai scelto di tacere per sempre
ti pentirai nell’ora del tuo tramonto?
Sgorgherà da te una lacrima alla fine
che parli della tua sconfitta?
Della battaglia a cui hai deciso di non andare
per paura di sparire
o per il timore assurdo della libertà
ILLUSIONE
Più in là di me
nuotando controcorrente
nascerà una poesia
capace di nominare la mia ferita
di raccogliere ogni frammento
che resterà di me
dopo averti amato
Nota di lettura di Giuseppe Vetromile, dalla presentazione del 14/10/26 nell'ambito della Rassegna “Poesia è… Rinascenza”, Pollena Trocchia (Na), 14/10/2026.
Marisol Bohórquez Godoy è nata in Colombia nel 1982. Dal 2016 vive negli Stati Uniti. È poetessa, pittrice e traduttrice letteraria. Laureata in ingegneria e in Studi Avanzati in Letteratura Spagnola e Ispanoamericana presso l’Università di Barcellona. Ha pubblicato i libri di poesia: “La soledad de los espejos” (2016), “Effetto Farfalla-Efecto mariposa” (2017, Raffaelli Editore) e “La forma del vuoto-La forma del vacío” (2019, Lietocolle). Nel 2020, è stata vincitrice del concorso “Fiori di luce” in Italia ed è stata finalista al Premio Internazionale di Letteratura “Europa In Versi”. Come traduttrice, ha realizzato importanti traduzioni di poeti anglofoni e italiani, tra cui opere come “La misura dello zero” del poeta italiano Bruno Galluccio e “Elogio dell’indeterminazione” di Gianni Darconza, tra gli altri. Una delle sue contribuzioni più significative è l’antologia “Quaderno di traduzione. Ventidue voci della poesia italiana contemporanea (1949-2001)”, pubblicata in Colombia dalla collezione Anverso nel 2021, che raccoglie parte del suo lavoro come traduttrice.
Ha partecipato a festival internazionali di poesia e parte
della sua poesia è già stata tradotta in inglese, francese e italiano.
Radice Nomade (Raiz nomada), è la sua ultima pubblicazione (giugno 2026)








