Emanuela Federica Iasevoli fa certamente eccezione, e sono certo che la nostra giovane poetessa è consapevole, sì, del fatto che gli strumenti mediatici attuali possono rendere la vita più fluida e facile, ma è consapevole anche che il proprio talento creativo, le proprie capacità espressive, la propria luce interiore, possa essere motivo di realizzazione e di acquisizione di una esperienza di vita e di saggezza sempre più ampie, a partire già dalla sua giovanissima età.
Detto questo, per la nostra talentuosa Emanuela è evidente che sia la Poesia il suo principale ambito espressivo, dopo aver appreso dalle sue note curriculari gli altri interessanti e lodevoli interessi artistici, come la musica, la danza e il disegno.
Ma venendo alla sua poesia, è senz’altro da sottolineare questo suo progetto, coraggioso e lodevole, che si è concretizzato nella pubblicazione della sua prima raccolta poetica, intitolata Tra il buio e la mia voce, edita da “Il Quaderno” nel corrente anno, con prefazione della sua "Maestra", l’insegnante Rossana Coppola, e presentato in anteprima nell’Aula Consiliare del Comune di Sant’Anastasia (Na) il 2 luglio scorso, alla presenza del Sindaco e della moderatrice Stefania Spisto.
Dicevo coraggioso, tra l’altro, perché la poesia è soprattutto immagine nascosta e poi svelata di sé stessi, senza ambiguità e senza infingimenti: certo, c’è sempre il lavorìo di aggiustamento delle parole e dei versi, ma il cuore autentico di ciò che il contesto poetico esprime, è senza dubbio la schiettezza, l’originalità e la genuinità della propria anima, nel coinvolgimento a volte anche burrascoso delle emozioni e dei sentimenti, nell’indagine accurata del proprio sentire e del proprio rapportarsi con il mondo esterno.
E in effetti Emanuela ha saputo convogliare tutto il suo mondo interiore all’esterno, attraverso l’uso di una parola poetica condivisibile e aggraziata, anche se a tratti nervosa e indispettita, ma questo linguaggio è assolutamente consono in un contesto di disagio, di fronte a riflessioni inerenti alla precarietà e all’instabilità dell’esistenza, in una fase della vita in cui ci si interroga continuamente, si cerca un equilibrio soddisfacente tra il buio e la propria anima (voce!).
Il dettato poetico è infatti diretto, sciolto, fluido, mirante a far emergere i dubbi e le incertezze, i desideri e i sogni, e quella volontà di gestire il bene e il male (il proprio demone) mediante l’arte e la poesia soprattutto.
Direi che con questa raccolta poetica la nostra giovane Emanuela abbia già maturato una buona esperienza, sia per la parte contenutistica e significativa dei suoi versi, e sia per la buona tecnica espressiva, di forma e di stile. Le auguriamo pertanto di proseguire questo suo percorso artistico, non tralasciando di acquisire ulteriori esperienze poetiche attraverso la frequentazione di questo genere letterario, con incontri e altri eventi che possano ampliare ancora la sua conoscenza in questo ambito.
Proponiamo ai nostri lettori, qui di seguito, alcuni brani tratti dal suo libro.
1.
È questa la realtà?
Sembra così surreale,
un insulso gioco di luci,
un inutile gioco di ombre.
Vedere la luce solo per un momento
per poi risprofondare nel baratro.
Sentirti importante
e poi sentirti nessuno,
un puntino in un mondo infinito,
un puntino in un mondo di nessuno
che giocano a essere qualcuno.
Ma chi si ricorderà di noi quando tutto sparirà?
Quando non resterà che cenere?
Quando neanche le pagine sbiadite,
scritte frettolosamente, potranno fare da testimone?
È un gioco sadico, questa realtà,
non la capirò mai.
24.
Svegliati, mio demone,
tempo è di rifiorire.
Ti ho legato,
relegato negli inferi,
sperando che spesse catene potessero trattenerti,
ma non avrei mai creduto di poter aver bisogno di te.
Ho pensato di potercela fare da sola,
ma di te necessitavo.
La mia pelle non sopporta le ferite,
non tollera le cicatrici,
i lividi.
Ho bisogno di te,
alzati,
svegliati,
proteggimi,
fammi da scudo come un tempo.
Non permettere al dolore di assediarmi,
non permettergli di distruggermi.
30.
Cercavo di costruire la me stessa del futuro
mentre riparavo la me stessa del passato,
e provateci voi
a vivere con da un lato un pennello
e dall’altro la colla,
quando ogni pezzo che incolli
sembra sempre distaccarsi dal resto
ed ogni pennellata che fai
sembra sempre uscire dai margini.
Il passato è un mosaico che non s’incastra più
ed il futuro è un disegno che non trovo
mai abbastanza chiaro.
75.
Certe volte ho bisogno di scrivere
per ricordarmi chi sono,
per ricordarmi che sono reale,
per ricordarmi che non sono solo una marionetta
che svolge il suo ruolo nel mondo.
80.
Finirà mai questa mia eterna ricerca?
Questo mio vagare senza sosta
senza conoscere la meta,
senza avere una bussola.
Sempre proiettata in avanti,
per avere il controllo,
per non essere ferita,
ma cosa cerco esattamente?
Cos’è che mi manca?
Questo qualcosa senza spiegazione,
senza un nome.
Cos’è questo tesoro che tanto idealizzo,
questo qualcosa composto di idee,
sentimenti,
emozioni?
Cos’è questo grande ignoto
a cui attribuisco una probabile futura pace?
Cosa sei, stella ricercata da mille uomini
ancor prima della mia venuta?
Cosa sei, angelo nero,
oscuro,
sconosciuto,
che gli uomini, a me postumi,
continueranno a cercare?
Cosa sei?
Emanuela Federica Iasevoli, Tra il buio e la mia voce, Il
Quaderno Edizioni, 2026; prefazione di Rossana Coppola
Emanuela Federica Iasevoli è nata a Massa di Somma (Na) nel 2001. Ha conseguito il diploma al Liceo Scientifico “Vittorio Imbriani” di Pomigliano d’Arco (Na). Ha intrapreso il percorso universitario laureandosi in Scienze e Tecniche Psicologiche. Attualmente sta proseguendo gli studi frequentando un corso di laurea in Psicologia Giuridica. Ha conseguito il diploma in danza classica, contemporanea e moderna, interpretando il ruolo di Odile, il celebre Cigno Nero, nel terzo atto del balletto “Il lago dei Cigni”.
Oltre alla danza, attività che ha iniziato alla giovanissima età di tre anni, Emanuela ha sempre avuto una forte passione per la musica. Ha studiato violino dai 12 ai 16 anni e successivamente ha continuato da autodidatta lo studio di chitarra, tastiera e armonica.
Sin da piccola ha sempre amato leggere e scrivere; nutre anche una passione per il disegno, altra forma di espressione creativa che coltiva nel tempo libero.
Tra il buio e la mia voce è la sua prima raccolta di poesie, edita da “Il quaderno edizioni”.




