giovedì 23 febbraio 2012

Pietro Pancamo: il giorno che saltella


Una poesia che non va scemando e affievolendosi in meri tentativi di liberare anima e pensiero creativo, ma che invece si rafforza e acquista vieppiù pregnanza e vigore esplicativo in un excursus in salita; un poeta altresì impegnato attivamente e quotidianamente, anche nelle varie e utilissime propaggini mediali che la rete offre, sta offrendo, per una diffusione sempre più capillare della poesia stessa: questo, in sintesi, il quadro di un autore, Pietro Pancamo, e della sua produzione letteraria che merita di essere presa in seria considerazione, fra le tante "false bandiere" che sventolano sul campo impervio della poesia, e che garriscono solo in virtù di un forte vento pubblicitario.
Ma il lavoro del poeta è silenzioso, quando è nella fase creativa e introspettiva, per poi poter urlarne giustamente e con rispetto tutto il messaggio fermentato e ricco di verità. E le poesie di Pietro Pancamo rispecchiano questo iter: una poesia così vera, che alla fine è essa stessa, attraverso le parole giuste, a parlare in prima persona.
Proponiamo qui di seguito alcuni testi, e il lettore attento, come sempre saprà aggiungere qualche propria riflessione in merito.

Dalla silloge edita «Manto di vita» (LietoColle):


Spiegazione di un giorno 

Il giorno che saltella
lungo le impronte delle mie scarpe;
il giorno che saluta frantumato,
quasi appostato
fra le dita.
Ogni minuto è fluido di rumori:
sbattono le ali
contro pannelli d’aria. L’impatto
vibra di scherno:
è un lazzo di sdegno
voluto dalla mia notte.

*** 



L’ironia 


Indosso la magrezza
con la disinvoltura
di chi ironizza.


Eh, ironia
con te la disperazione
è filosofia!
Ma senza di te,
ahinoi,
la poesia
è pura (mera) melanconia.


***



Somiglianze 


A quest’ora
ogni paese
è un fagotto
di stelle e di buio.


Ma lo è pure
questo cielo vagabondo
(guscio d’aria e di respiri)
che stringe in un solo mondo
città, mari e tempeste.


Ma lo è pure
questa via
(intirizzita di pioggia)
col suo buio
incatenato ai lampioni
e un po’ di stelle
che sussurrano al mio palazzo
la ninna nanna:
vedo tante finestre
chiuse fra perimetri di sonno.


A quest’ora
ogni uomo
è un fagotto
di buio e di stelle.


***



Disprezzo ai tramonti

Se la morte gira:
cimitero a vista.

Come disprezzo
questo mondo
nel quale si vive
solo per evitare
noie al motore.
Se il rombo dei pistoni movimentati
è felicità,
lo stridor di denti della frenata
che sarà?
Delusione? Depressione? Confusione senza pari?
Oppure lo scatto nervoso
dell’uomo che, dal finestrino,
ha visto una puttana a puntino?

Quando la morte gira:
seppellire a vista.

***

Dalla silloge inedita "Gli intercalari del silenzio":



FILOSOFIA

Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio
che smette, ogni tanto,
di pronunciare il vuoto.

Allora qualche indizio di materia
deforma l’aria,
descrivendo le pause del nulla
prima che il silenzio
si richiuda.
(Le mani s’infrangono
contro un gesto incompiuto)

***

DELUSIONE

La bravura simbiotica delle rime a incastro.

Il sogno è un conservante,
l’additivo artistico
per rimodernare
ambizioni letterarie,
o speranze, sopite ad honorem.

Comunque il sole
non è bello come prima.
Adesso mi pare una vecchia fotografia.
Il particolare, anzi,
di una vecchia fotografia
... ritagliato via
dall’alone di un sorriso.

***

PIRANDELLIANA

Vecchio! La vita?
Ti piaceva…
«Sissì… Beh
in fondo vivevo
solo per ricordare me stesso:
per non avere rimpianti
o rimorsi».
E la seguivi, allora.
La seguivi!
«Sissì…
Magari non per nobiltà
o entusiasmo
o speranza. Nonnò…

Per una ragione, invece,
molto più romantica:
perché non mi scacciava…

Ma sì! Poi l’eco di uno sguardo,
l’eco di uno sguardo
s’infrange nel cuore:
e tutto quello che resta da vedere
è il desiderio di guardare».






Pietro Pancamo (1972) coordina il portale «L(’)abile traccia» (citato in un volume della Zanichelli); è redattore del blog collettivo «Viadellebelledonne», nonché direttore editoriale e conduttore di un programma che, intitolato «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», va in onda ogni giovedì alle 22:30 su Pulsante Radio Web, emittente digitale di Milano.
È autore di «Manto di vita» (LietoColle, Faloppio, 2005), una silloge di versi che ha suscitato l’interesse di Giancarlo Pontiggia. Compare nelle antologie «Poetando. L’uomo della notte» (Aliberti editore, Roma-Reggio Emilia, 2009) e «Mentre un’altra pagina si volta» (Giulio Perrone Editore, Roma, 2010) curate rispettivamente da Maurizio Costanzo e Walter Mauro.
Fra le riviste da cui è stato recensito – o su cui ha pubblicato (talora in inglese) poesie, articoli o racconti – figurano «La poesia e lo spirito», «Tuttolibri» (inserto de «La Stampa»), «Poesia» (Crocetti Editore), «Poesia» (blog del canale televisivo Rai News), «Scriptamanent» (Rubbettino Editore), «Poeti e poetastri» (sito a cura dell’Agenzia letteraria “Perroni & Morli Studio”), «Gradiva», «Atelier», «La Mosca di Milano», «Stilos», «El Ghibli», «Corpo12», «Lettera.com», «Subway Letteratura», «Sagarana», «Il Paradiso degli Orchi», «BooksBrothers», «TerraNullius», «Oubliette Magazine», «Progetto Babele», «Tangram», «InFonòpoli», «Books and other sorrows», «Filling Station» (quadrimestrale canadese) e «Snow Monkey» (periodico statunitense).
Recensioni a sua firma sono uscite sia nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese», che in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera».




1 commento:

  1. Sguardo attento sui temi cruciali dell’esistere. Visione poetica netta e verace velata di un’ironia amara che nulla si concede e niente nasconde delle umane inquietudini e delle storture di un “.. mondo / nel quale si vive / solo per evitare / noie al motore”. Questo, a mio avviso, è ciò che emerge dalla poesia di Pietro Pancamo, che, discostandosi nettamente dall’ermetismo, esprime, con chiarezza ed un velo di dolore, la vita , e forse la sorte, di noi tutti: “… qualche indizio di materia / deforma l’aria / descrivendo le pause del nulla / prima che il silenzio / si richiuda”.
    Poesia, quindi, che non ha bisogno di lanterna alcuna, né di “rime a incastro” per essere percepita.

    Mariolina La Monica

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