venerdì 9 settembre 2011

Paola Casulli e il suo viaggio nel Mito

Con all'attivo molti apprezzamenti in svariate note critiche e prefazioni di personaggi illustri del mondo poetico, come Paolo Ruffilli, Rudy De Cadaval e Antonio Spagnuolo, Paola Casulli è già da ritenersi poetessa di grande rilievo. Ho avuto personalmente la fortuna e il piacere di curare la prefazione della sua recente raccolta di versi, "Pithekoussai", Kairos Editore, un libro che è, al tempo stesso, un omaggio alla sua terra natale, che è appunto Ischia, un ritorno alle origini, insomma; ma anche la rivisitazione del mito e dell'affascinante circolarità del viaggio inteso come metafora di approfondimento interiore e di ricerca delle verità esistenziali.
Queste ulteriori poesie, tratte dalla raccoltadi là dagli alberi e delle stagioni ombrose”, e che qui di seguito pubblichiamo, sono gradevolissime e in esse il canto della natura e dell'amore raggiunge livelli elevati. E' la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che Paola Casulli è poetessa autentica, il cui viaggio, già felicemente intrapreso, la condurrà a vette sempre più alte e ad approdi sempre più felici.
Il lettore attento potrà confermare questo mio parere, con altri interessanti e approfonditi commenti.

*
È strano il mosto
quando imbratta le vesti

Te ne accorgi,
diventano viola
e anche il cielo
balugina più del solito

Forse,
sospesa in alto
sorride la vita
dove più in basso
annotta vendemmia

*
Uno per uno
questi giorni altro non sono che fiumi
segreti

Un contadino apre la terra
e rivela grano
lì dove la spiga non è
stranezza o artificio

E' abbastanza perchè un uomo
possa diventare migliore

E' tutto per la mia voce
che va chiocciando beatamente
senza talento

*
Ottobre ha il ramo
che dorme con gli ultimi fiori

e il fiume è più chiaro
sulle cose invisibili.

Siamo chiusi nel nostro sangue
come nido che accoglie il silenzio
come l’acqua del grande abbraccio

Tu vieni -  poi -
con la calma che guarisce il pane
- e staremo lì -
allargati di luce. Sbalorditi
da tutto questo rinascere

Due steli
- sostanza di meraviglia - esposti

*
Ci sono papaveri

a grumi di rosso
ammaccato

sul ciglio di strade sospese
tra pietre ed enfasi nude

Come loro anche noi
facciamo rumore di erba

- Eternamente - mai pronunciando

*
Nient’altro che un fiume lento
è il mio abito - Esso scorre -

dal mio collo - percorre omeri e seni -

Mi guardano le mie figlie
come fossi l’anatra bianca
del sacrificio.

Immolata sulla veranda di casa
in questo tramonto
che non ha più giochi
a chiamarci

*
Per parecchie miglia seguii la costa

Poi mi diressi verso il temuto infinito

Solo allora mi accorsi
che la vita e i giorni
hanno un destino al rovescio
sparso sulle guance
di regni limitrofi
Paola Casulli è nata a Ischia. Isola che lascerà già dopo pochi mesi per seguire il padre, ammiraglio della Marina Militare, in viaggio per  Italia e all’estero.
Trascorre la sua infanzia e la giovinezza a contatto con le più diverse culture, lingue, usi e costumi, ma lontano dalla sua terra natia. Tanto che, proprio la sua vena poetica, nasce e si nutre di questa esperienza multiforme ma soprattutto, dalla volontà di riscoprire le sue origini perdute a causa proprio del precoce abbandono della sua isola. Sarà  forse quella incoercibile forza travolgente della ricerca risolta alla conoscenza sia trascendentale che immanente, che la porta a conseguire studi teologici.
Dotata di temperamento artistico, sperimenta le arti figurative approcciandosi con estro fecondo alla pittura, così come all’attività teatrale cimentandosi in esperienze di recitazione. Formatasi sulle letture dei classici greci e latini e sulla letteratura anglosassone e americana di tutti i tempi, approda alla pubblicazione di tre libri in cui convergono i molteplici stimoli culturali e artistici.
“Ad Ischia, mia Itaca”… è la dedica che apre l’opera del suo felice esordio editoriale - Lontano da Itaca -  pubblicato nel 2009 con la Pentarco Edizioni di Torino.
La pubblicazione, poemetto in dieci canti ed un epilogo, "in cui liricità e drammaturgia si fondono, dando vita ad un linguaggio dalla vibrante intensità, nasce all’insegna di quella dote specifica dell’autrice detentrice di una incisiva forza aforismatica, in cui si accompagna un linguaggio tanto personale quanto liricamente vibrante". (Dalla prefazione di Giuseppe Nasillo).
Mundus Novus, edito dalla Del Leone - Venezia -  è la seconda pubblicazione di Paola Casulli.
Ancora una volta "La costante presenza del mare. Un mare invernale, deserto che sparge relitti sulla misteriosa solitudine della spiaggia, e che è percorso da onde corpose di buio, che si configura infine come qualcosa che valica i confini dello stato d’animo e della confessione individuale, per articolarsi nella scarna semplicità di un linguaggio ove i termini si fanno parole quanto più intensa è la pena che li muove e li ravviva. Non escludendo quella oggettivazione che rimane la misura del grande impegno - morale e poetico -  di Emily Dickinson, e che mi sembra presente con amore e con estremo pudore, nelle poesie di Paola Casulli, poesie dal linguaggio così corposo nel suo lessico, così ricco di nudi scatti nella sua sintassi". (Dalla prefazione di Rudy de Cadaval).  
Pithekoussai , canto di isola è la sua ultima silloge. Kairos edizioni – Napoli -
“Pithekoussai, canti di un’isola” di Paola Casulli, è una raccolta poetica che vuole essere omaggio alla terra natale, all’origine della vita, e non a caso, il titolo è in termine greco: Pithekoussai, cioè Pitecusa, Ischia, volendo alludere metaforicamente non solo all’origine greca dell’isola d’Ischia, ma anche all’origine della poesia classica, all’origine cioè del canto e delle arti. E scioglie il suo canto, Paola Casulli, lungo tutto il libro, che è un ritorno dopo un periplo, un percorso di luci, di borghi, di mare, di angoli, di cieli e di fiori; ma è anche un sentire il canto sesso dell’Isola, che proprio attraverso i suoi unici e meravigliosi scorci paesaggistici  e umani, si rigenera e si ripropone alla protagonista e al mondo intero.
E dunque non resta che tuffarsi nella limpidezza e nella trasparenza, sia pure profonde, del canto di Pithekoussai, un canto che giunge vivido, sonoro e luminoso agli occhi e al cuore del lettore”. (Dalla prefazione di Giuseppe Vetromile).

Paola Casulli attualmente vive a Verona. Molte sue composizioni sono state ospitate da rassegne di letteratura - arte - attualità e periodici culturali come Silarus, La Bottega, Il Convivio, La Procellaria, Pomezia Notizie di Domenico De Felice, Percorsi D’oggi di Giuseppe Nasillo, Sentieri Molisani di Antonio Angelone.
Fonda l’associazione culturale Incanto Errante e organizza incontri di letteratura e laboratori di poesia e lettura poetica presso la librerie di Verona.



5 commenti:

  1. Il primo commento alle liriche di Paola Casulli (che non conoscevo)DEVE essere di un ischitano. Così mi precipito a scrivere, grato dell'amore che Paola nutre per Ischia, isola bellissima ma non del tutto fortunata.
    Glissons.
    Questa poesia,fresca e priva di ingombranti eredità, rivela perspicacia intuitiva ed ha risvolti epifanici che pongono il lettore nella condizione di chi scopre aspetti inediti della vita. Paola parla al cuore, ma senza retorica,anzi con parsimonia verbale e severità sentimentale.La sua poesia è puro lavacro dell'anima.
    Pasquale Balestriere, ischitano.

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  2. La lettura più recente di Paola Casulli è stata per me “Mundus Novus” una raccolta che lessi dapprima d'un fiato, con l'ingordigia dell'assetato e poi ripresa, con la calma dovuta ai versi di questa poetessa che lasciano tracce profonde. Sono scavi apparentemente semplici che utilizzano un lessico ricercato e che proprio per questo assumono l'ineluttabile sconcerto nel trovarseli fra le dita, vengono rese spoglie le superficiali emozioni e restituite quelle più autentiche. Se l'offerta della poesia di Paola Casulli la possiamo definire, un dono estorto dalle sue profonde intime immagini, mi aspetto da questo nuovo libro un percorso in salita, di quelli autentici e generosi che solo i poeti sanno offrire.
    Tiziana Tius

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  3. Confesso che non conoscevo Paola Casulli e me ne dispiaccio dacché il suo dispiegarsi in un verseggiare ampio, profondo, mai né "pesante", né troppo etereo, ma sempre nel solco di una grande e preziosa sensibilità, la rendono poetessa con una rarissima dote: la semplicità, che è punto d'arrivo di chi sa veramente trasmettere e darsi. Ringrazio il caro Pino di avermi fatto conoscere questa notevole artista, a cui auguro un meritato percorso di adesione e condivisione del suo mondo poetico.

    Flora Restivo.

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  4. Questi versi sono come sussurri, come un camminare a piedi scalzi per non far rumore. Vi si percepiscono in silenzio le immagini,sobrie, ma loquaci di riflessioni profonde, dalle quali traspare la maturità dell'esperienza dell'autrice. Diverse sono le note di saggezza: "Ci sono papaveri", "Questi giorni altro non sono che fiumi segreti","la vita e i giorni hanno un destino al rovescio", etc.Mi piace che la poetessa sappia guardare alle cose sempre con una vena di ottimismo, quella con cui conclude le sue poesie.
    Agostina Spagnuolo

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  5. Poesia della dolcezza e dell’incanto; armonia che ritempra l’anima e l’avvicina al divino; visioni che, nella loro semplicità, manifestano la forte carica umana e simbolica; schiettezza poetica scaturita da intime pulsioni che danno il sentore di un’accettazione e di una pace inconsueta che l’avvicinano al cuore.
    Concludendo, splendida poesia per la quale non posso che complimentarmi con l’autrice.

    Mariolina La Monica

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