martedì 26 aprile 2011

Alessandro Canzian

Alessandro Canzian, validissimo poeta e altrettanto affermato e attivissimo editore (Samuele Editore) di Pordenone, ha inviato una sua composizione che volentieri pubblico su questo blog appena creato per dare spazio alle voci poetiche più interessanti del momento. Ringrazio pubblicamente l'amico Alessandro per aver subito risposto al mio invito, dandomi la possibilità di iniziare la "Bacheca di poesia" con un autore davvero competente e particolarmente sensibile alla poesia, avendo tra l'altro egli stesso curato molte pregevoli pubblicazioni di ottima poesia.
Il testo presentato, intenso ma fluido, suddiviso in quattro momenti concatenati, esprime lo stato d'animo di due amanti, persi nello sgretolio della quotidianità, ma delicatamente aggrappati a quel filo di passione e di sentimento che ancora li uniscono, pur nel grande "vuoto del parcheggio".
Invito gli altri amici e appassionati di poesia a leggere questi bei versi di Alessandro e ad esprimere una loro riflessione in proposito.


CANZONIERE DI

“E perchè?”
“Perchè è come la vita”
rispose l'uomo.
Goffredo Parise, Sillabari

***
Ho orrore degli spazi vuoti
e dei silenzi, che fanno assenza.
“Fai tutto tu, monti e smonti
tutto da solo”. Forse hai ragione.
Ma il rapporto tra desiderio e
mancanza è così labile che non
so nemmeno più dove cercarti.

***

Il tuo volto è quella cosa strana
che guardi e pare così dolce
e bella cosa tra i libri, cosa
preziosa da toccare con le dita
appena schiuse e un bacio
non fosse per il sole che tramonta
senza capirne il commiato.

***

Mi pensi? No non ti penso.
Ma sì che mi pensi, una volta
mi hai anche toccata, no era
per distrazione, innocente, oh
i tuoi baci non sono mai
innocenti, non ti penso non
ti penso ho detto, che belli
sono i tuoi pensieri, penso io.

***

Ti senti oscura e sogni il chiaro
delle aiuole, due o tre figli e
un po' di bene, basta il prezzo
da pagare non venga troppo alto
-nel frattempo il giorno albeggia
lasciando un vasto nel vuoto dei
parcheggi e un piccolo infinito
in mezzo alle dita dei tuoi piedi-.

Alessandro Canzian

4 commenti:

  1. C'è una ricerca di comunicazione che sia anche contatto e concretezza, in queste poesie proposte da Alessandro Canzian. Così, in una scrittura misurata, si coglie un dialogo che si nutre di sospensioni, per rivelare il desiderio di una continuità sperata o possibile. Complimenti per questa nuova iniziativa e per avere accolto questi testi di Alessandro, un saluto caro, Domenico

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  2. Ringrazio l'amico Domenico e Giuseppe Vetromile per questo spazio e questo -immeritato- inserimento. Non sono poeta, pur avendo pubblicato un paio di libelli. Amo pubblicare i versi degli altri, questo si, e spero vivamente questo spazio incontri la giusta fortuna di un lavoro intelligente. Tale è.

    Alessandro Canzian

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  3. Canzian: poesia rapida, e dunque a impronta percettiva; lessico proveniente dal linguaggio comune, nessun particolare intreccio o atteggiamento articolativo della sintassi. Poesia che restituisce bagliori e lampi dell'umano sentire.
    (eugenio lucrezi)

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  4. Devo dire che quello che mi ha sempre toccato nella poesia di Alessandro Canzian è la semplicità di cui si nutrono i suoi versi. Una poesia che ha sempre bisogno di una voce dialogante, di personaggi e di interrogativi. Alessandro,inoltre, è il poeta del "forse": scrive facendosi delle domande di cui sembra non trovarsi delle risposte, e in questo, a mio parere, si avvicina a Montale ed al suo amato Benzoni.

    Nabil Mada.

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