mercoledì 27 dicembre 2023

"Sonder", la recente raccolta poetica di Marco Aragno


Ciò che maggiormente preme ad un poeta, ad un creativo, è quello di capire bene i messaggi provenienti dalla propria sfera esistenziale, comprenderli per quanto sia possibile con la maggiore predisposizione non solo dell’intelletto ma anche dell’intuito; per farne poi cosa? La seconda fase è allora quella di utilizzare questi messaggi, tradurli in “arte”, in modo che possano diventare materia comune di riflessioni, di considerazioni, di punti di riferimento e di partenza, quali bagaglio emotivo necessario per proseguire il viaggio della vita.
Ascoltare, ascoltarsi. Cogliere nel silenzio del proprio io le mille domande, i mille interrogativi, ma anche saper osservare i quadri che la natura ci dipinge giorno per giorno, per poter poi costruire una visione dell’esistenza basata, appunto, su queste sensazioni.
È il lavoro di ogni creativo, di ogni poeta. E Marco Aragno non se ne sottrae, anzi lo conferma e lo consolida, addirittura intitolando questa sua recente raccolta “Sonder”, alludendo direttamente a questo lavoro incessante di ricerca a tutto campo, di indagine introspettiva ma anche della realtà che ci circonda: sonder, sonda, scandaglio.
Ma qual è, volendo entrare più nel dettaglio, la forma più efficace che può assumere questa sorta di scandaglio, per un poeta? Sicuramente la capacità di tradurre in parole e versi la realtà osservata, o meglio, “tastata”. Si tratta dunque di un tentativo di traduzione della realtà attraverso l’arte in genere, e nel nostro caso tramite la parola poetica, cercando di raccogliere quanti più aspetti, àmbiti e articolazioni possibili, stante la vastità quasi infinita, e pure frastagliata e fumosa, di questa. Per questo motivo, Aragno ha voluto compartimentare, in un certo senso, il suo universo in questa sua raccolta poetica, in sei capitoli (“E noi siamo qui”, “Vicende naturali”, “Primordi”, “Altri mondi”, “Malva” e “Viaggi binari”), affidando ad ognuno di questi una sua particolare modalità di osservazione e di riflessione sul mondo.
Ne emerge un quadro d’insieme rilevante, il cui filo conduttore è prevalentemente costituito da una sorta di ricerca di una vera umanità, in un mondo che sembra vada alla deriva, in una società che sembra abbia perso il vero senso della propria esistenza, lacerata non solo da conflitti e ingiustizie continue, ma anche dalle banalità e dalle superficialità quotidiane: “Abbandonati gli ultimi carrelli / dai clienti del centro commerciale / restano solo le insegne / ad accendersi intermittenti / sull’asfalto bagnato della sera”.
La raccolta si mostra omogenea e sempre aderente al tema di fondo che l’Autore si è proposto di seguire, naturalmente con i molteplici àmbiti descritti, soprattutto quello relativo ad un cosmo da riconsiderare con maggiore serietà e sacralità: un cosmo che include anche il mistero della nostra formazione mentale e della nostra evoluzione: (“E forse sei tu / anche adesso che è sera / e il cosmo intorno si espande / in millenni di oscurità / a oscillare come una sfumatura / un tremore alla finestra, / indecisa se farti materia / o restare fumo – idea / ferma a un passo dal mondo”).
Elegante ed efficace il lessico, nei versi non manca un buon ritmo e la potenza allusiva e metaforica delle espressioni. Un testo interessante, propositivo e gradevole.

Proponiamo qui di seguito alcuni brani tratti dalla raccolta.


Tieni a mente le notizie sparse

gli avvenimenti minimi

i fatti relegati ai margini del viaggio.

Tieni a mente l’insetto che annega

nella goccia del finestrino

e scivola agli angoli della visuale

corpo affiorato mentre fissi il paesaggio

smarrito in un giorno di pioggia

 

 ***

 

Ti cercano nelle circonvoluzioni

cerebrali, nel cranio aperto

sul banco delle sale operatorie

anomalia da esaminare

sotto lampade chirurgiche

da camici bianchi riuniti in cerchio.

E ogni volta resisti, mio cerebro

coscienza sfuggita

a ogni formula anatomica

universo annidato in millimetri

di materia, fine viluppo di cellule

che fa accadere negli occhi

la forma del nostro viso

traduce in racconto l’evento

della strada alla finestra

il verde degli alberi, le auto immerse

nel flusso del traffico – invisibile

scossa alla tempia

frazione elettrica o sinapsi

che ci fa presente a questo momento

ci fa dire – sorridendo – che è giorno

il cielo sopra la città è limpido

un fuoco scalda l’interno della stanza

e noi siamo qui

 

 ***

 

Abbandonati gli ultimi carrelli

dai clienti del centro commerciale

restano solo le insegne

ad accendersi intermittenti

sull’asfalto bagnato della sera.

I piccioni radunati nel parcheggio

entrano nel teatro dei consumi

riportano in scena l’istinto

avventandosi a capofitto

sul cartoccio lanciato dal finestrino

 

*** 

 

Salto evolutivo

 

Fu quando pronunciò il “tu”

al culmine dello scambio, nel suono

salito dal fondo della gola

che l’altro cominciò a esistere,

a significare

in uno spazio bianco, mentale

spostato dal calco del visibile

a un livello più profondo della materia

 

 ***

 

A volte mi parli ancora

e lo fai dal cuore

freddo di una stella

un astro caduto fuori dall’orbita

non più visitato dal tempo;

ti aspetterò come il bagliore

che sfugge ai telescopi

raggio che attraversa

meteoriti e inverni di galassie

per rompere nell’atmosfera

nella calma di un giorno terreste.

E forse sei tu

anche adesso che è sera

e il cosmo intorno si espande

in millenni di oscurità

a oscillare come una sfumatura

un tremore alla finestra,

indecisa se farti materia

o restare fumo – idea

ferma a un passo dal mondo

 

***

 

Sarà come rifiorire dalle ossa

forse malva, o forse rosa

non avendo gli occhi ma linfa

con cui dal buio

provare a immaginare il mondo;

sarà come piegarsi alla corsa

dei bambini che attraversano le piazze

per morire sotto i piedi

e lasciare sul dorso degli insetti

un seme da portare altrove


Marco Aragno, Sonder; peQuod Edizioni, 2023

Marco Aragno è nato in provincia di Napoli nel 1986. Lavora come giornalista professionista presso l’emittente televisiva campana Teleclubitalia, canale 77. Esordisce in poesia nel 2010 con Zugunruhe (Lietocolle), a cui segue Terra di Mezzo per Raffaelli editore (finalista al premio Rimini 2015). Suoi testi poetici sono apparsi sulla rivista “Poeti e Poesia”, sulla rivista “Italian Poetry Review” della Columbia University, su “Nuovi Argomenti”, su “Nazione Indiana”, su "Poetarum Silva" e sul trimestrale di Poesia “Atelier”. Ha pubblicato due romanzi: Absolute (Confine edizioni, 2015) e Cancellare la città (Transeuropa, 2018).

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