Volentieri pubblichiamo su Transiti Poetici, nella rubrica destinata agli ospiti, una interessante intervista della poetessa turca Muhsine Arda al curatore d'arte americano, residente in Turchia, Walter L. Meyer. La traduzione in italiano dell'intervista è a cura della poetessa Lucilla Trapazzo.
ARTE E LETTERATURA NEL CUORE DELLA GUERRA
La storia di 1001
Nights Retold, una mostra d'arte
Propongo volentieri questa
conversazione tra la poeta turca Muhsine Arda e Walter L. Meyer, curatore
d’arte, perché racconta di un incontro particolare, quello tra il curatore
americano e l’artista iraniana Noushin Vedaei, che, nel pieno della guerra,
hanno dato vita a un progetto a distanza, 1001 Nights Retold, una
mostra ispirata a Le mille e
una notte.
A farmi conoscere questa storia è stata proprio Muhsine,
che segue il lavoro di Walter fin dal suo trasferimento a Istanbul nel 2019. Mi ha raccontato quanto l’avesse
colpita questo suo ultimo progetto: da una parte, un americano e un’artista
iraniana che continuano a lavorare insieme mentre il Paese di lui bombarda
quello di lei; dall’altra, la possibilità di sottrarre il loro dialogo alla
cornice della politica e di mostrare che l’arte può oltrepassare i confini
nazionali. E poi c’era la letteratura. Quando Muhsine ha scoperto che il tema
della mostra era Le mille e
una notte, una delle opere più affascinanti della letteratura mondiale, ha
voluto saperne di più.
È così che abbiamo
deciso di raccontare questa storia. Le sculture di Noushin, accompagnate dalle
sue personali riletture dei racconti, restituiscono alla letteratura la sua
natura originaria di spazio condiviso tra culture ed epoche. Il progetto è nato
dall’arte, ma finisce inevitabilmente per interrogare anche la possibilità di
costruire un dialogo oltre le barriere erette dalla politica.
Questa conversazione racconta la genesi
della mostra.
Muhsine Arda (MA) Walter, tu vivi a
Istanbul, in Turchia, mentre l'artista Noushin Vedaei vive a Isfahan, in Iran.
Come è nata 1001 Nights Retold, la mostra ospitata
dalla tua galleria d'arte online (AWB)?
Walter L. Meyer (WLM) Cerco spesso in rete e sui social artisti che
potrebbero essere interessanti da esporre. Quando ho visto per la prima volta
le sculture in cartapesta di Noushin, ne sono rimasto completamente
affascinato. Le ho immediatamente inviato il mio consueto primo messaggio:
«Parli inglese?». Quando mi ha risposto affermativamente, ne sono stato
felicissimo. Era il 18 febbraio 2026 (ricordate questa data).
MA – Che cosa ti ha colpito particolarmente delle
sculture di Noushin?
WLM – In realtà, la risposta è triplice. Innanzitutto,
trovo singolare che queste opere – alte da 11 a 43 centimetri – rappresentino
per lo più animali e non esseri umani. In secondo luogo, mi incuriosisce il
fatto che siano esposte in gruppi anziché singolarmente. Infine, è interessante
che raffigurino i personaggi di Le
mille e una notte, opera
letteraria che apprezzo e che è conosciuta in tutto il mondo, talvolta anche
come Le notti arabe.
MA – Perché l’artista ha deciso di rielaborare questi racconti
attraverso la sua arte?
WLM – Noushin mi ha spiegato che questa serie di
sculture rappresenta la continuazione della sua esplorazione artistica di miti,
rituali e racconti antichi, temi che rimandano alla sua formazione sia nella
pittura sia nella scultura. Per lei, queste storie raccontano l'eterna lotta
tra il bene e il male.
MA – Avevi già familiarità con Le mille e una notte?
WLM – Sì, ma come la maggior parte degli occidentali conoscevo
soprattutto le avventure di Sinbad il marinaio, Aladino, Ali Baba e i quaranta
ladroni, tutte storie rese immortali dal cinema, soprattutto dai film di Walt
Disney. Mi aspettava però una sorpresa!
MA – Cosa intendi?
WLM – Facendo qualche ricerca ho scoperto che le storie
che ho appena nominato furono tra le ultime a essere aggiunte alla raccolta,
addirittura nel XVIII secolo. La maggior parte delle altre storie de Le mille e una notte, invece,
è molto più antica. Tramandate oralmente per secoli, hanno per lo più origini
nell'antica Persia e in India, anche se nel corso degli anni furono aggiunti
racconti provenienti da altri luoghi. La prima raccolta a stampa conosciuta in
Occidente fu scritta in arabo. Da qui il nome alternativo Le notti arabe.
MA – Come si è sviluppata la mostra 1001 Nights Retold?
WLM – Per prima cosa ho spiegato a Noushin come
strutturo le mostre di AWB: volevo che scrivesse una dichiarazione d’artista e,
cosa per me ancora più importante, un commento per ciascuna delle opere esposte
– una caratteristica peculiare del mio stile curatoriale.
Fin dalla prima storia che Noushin mi ha
inviato, ho capito che avrebbe raccontato il retroterra di ciascuna opera.
Questo significava spiegare perché avesse scelto di rappresentare proprio
quella storia, quali fossero le sue fonti storiche, la sua versione del
racconto e, infine, quale fosse la morale o l'insegnamento che ne traeva.
MA – Prima mi hai chiesto di ricordare la data in cui
tu e Noushin avete iniziato a collaborare…
WLM – Abbiamo intrapreso questo progetto il 18 febbraio.
Solo dieci giorni dopo, gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato a bombardare
l'Iran. Improvvisamente tutto si è fermato. Per mesi non ho avuto notizie di
Noushin perché il governo iraniano aveva oscurato Internet. Non sapevo neanche
se fosse ancora viva.
Così come il progetto si era interrotto,
altrettanto improvvisamente è ripreso. Noushin mi ha spiegato che lavorare con
me a 1001 Nights Retold l'ha aiutata a rimanere concentrata su
qualcosa di positivo. Alla fine, abbiamo completato le dodici storie illustrate
dalle sculture della mostra.
MA – Puoi raccontarci un paio delle tue storie
preferite?
WLM – Con piacere. Vorrei sottolineare che Noushin desidera
che tutti comprendano che le sue versioni di queste storie non sono riscritture
letterali. Sono adattamenti personali, concepiti per evocare un'atmosfera di
magia e meraviglia. Queste sono le tre che preferisco...
Il giovane re e i pesci colorati è una storia di tradimento, stregoneria, punizione
collettiva e di un re giusto che rimette le cose a posto. A causa della sua
infedeltà, un giovane re viene trasformato in pietra e i suoi sudditi in pesci.
Per Noushin, i sudditi-pesce
rappresentano una società multiculturale nella quale la differenza genera
unità, non divisione.
Il messaggero della Luna può essere letto come un monito alle società
autoritarie: con strategia e intelligenza, i deboli possono sconfiggere chi
sembra avere un potere assoluto.
Fingendosi la Luna, il coniglio
messaggero Pirouz riesce a ingannare il Re degli Elefanti e a salvare la fonte
d'acqua dei conigli.
Il Jinn e il mercante mostra la capacità di questa creatura temibile di
essere misericordiosa, arrivando infine a perdonare persino l'uomo responsabile
della morte di suo figlio.
MA – Interessante.
WLM – Sono sempre stato affascinato dall'idea del jinn,
una figura potente della mitologia orientale, capace tanto di fare del bene
quanto del male.
MA – Grazie, Walter, per aver aggiunto un capitolo
artistico alla lunga storia de Le mille e una notte.
WLM – È stato un piacere. Per chi volesse approfondire, 1001
Nights Retold è disponibile sulla
galleria online Art Without Boundaries: www.artwithoutboundaries.art.
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| Djinn |
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| Il pesce |
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| Il giovane re |
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| Pirouz, il coniglio messaggero |
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| Noushin Vedaei circondata da alcuni dei personaggi di 1001 Nights Retold |
Muhsine Arda è poeta, romanziera,
saggista e traduttrice; vive a Bursa, in Turchia.
Walter L. Meyer è un curatore
americano e collezionista d'arte «per caso»; vive a Istanbul, in Turchia.
Traduzione e revisione italiana:
Lucilla Trapazzo