lunedì 16 marzo 2020

Carla De Angelis: Fra le dita una favilla sembra sole"


Abbiamo già avuto il piacere di ospitare la bravissima poetessa romana Carla De Angelis parlando del suo libro Mi fido del mare (Transiti Poetici https://transitipoetici.blogspot.com/2017/12/carla-de-angelis-mi-fido-del-mare.html), ed ora volentieri proponiamo altri brani tratti dal suo recente volume Fra le dita una favilla sembra sole, FaraEditore, opera votata al concorso Faraexcelsior 2019.
Come sempre, il titolo di una raccolta sintetizza l'intento poetico dell'autore, e mai come in questo caso ci sentiamo di confermare questa asserzione. Carla De Angelis, dopo aver affidato al mare il suo afflato poetico, la sua lungimiranza nel valutare e considerare il sentimento come forza inestinguibile che lega e collega l'uomo all'altro uomo, in una società sovente sciatta e distratta da altri meri e ingannevoli valori materiali, ritorna con i suoi versi a cantare l'amore del mondo e per il mondo, ponendosi in una centralità discreta, non ingombrante, ma serena e consapevole, da cui diramare il suo messaggio culturale e sentimentale a tutti.
La delicatezza dei suoi versi non nasconde una certa denuncia, rivolta nei confronti dell'uomo che trascura il bene prodotto dalla terra, dalla natura: sovente Carla torna con le sue poesie a considerare e ad indicarci la genuinità e l'autenticità di valori primari come il rispetto verso gli altri e verso gli elementi nei quali siamo immersi e dei quali non possiamo fare a meno: prima di tutto il mare, che anche qui assume un significato metaforico di immensità e di libertà, di generatore di vita; ma anche la terra, la campagna, il giardino, posti in cui meditare, riflettere sul senso vero ed escatologico dell'esistenza, perché è da lì che si origina tutto e da lì tutto tende all'amore: l'amore sempre!
E certamente l'amore torna sempre, si respira fragrante tra i versi dolci e decisi di Carla, la quale affida alla sua parola poetica il compito di diffonderlo, invitandoci a condividere con tutti questo sentimento, questo amore che permea la nostra quotidianità, la nostra vita. Così, se impariamo ad amare il mondo e gli uomini partendo dalle minime cose che ci circondano, anche una semplice favilla tra le dita potrà sembrarci immensa e potente come il sole.
Ecco dunque qui di seguito alcuni testi tratti da questa recente raccolta poetica di Carla De Angelis. I lettori che ci seguono sapranno aggiungere altri graditi commenti.




Se ho ripreso a scrivere parole
è perché ho il tuo sorriso
il tuo abbraccio
la tua ingenuità



***


Provo ancora, mi fanno male le dita
continuo a suonare per imparare tutte le note.
Non voglio colpire per fortuna, voglio due accordi
uno che scivoli come una carezza,
come la risacca che corteggia la riva
e un altro aspro e duro
come un racconto finito male,
come un'auto che sfreccia con il rosso.

Ho in mente tutti gli incroci
passerò quando il verde offrirà una speranza



***


Ciò che scrivo
è parallelo a quel ritmo
che spezza il fiato quando si lascia la strada
e si rincorre l'avventura.
Poi quel ritmo si frantuma in parole –
ne esco quando il sonno
diventa la mia terra d'origine
ritrovo il mio regno
mi giro e sorrido nel riconoscere
il tratto già percorso



***


Il nostro sangue è rosso

Siamo affidati a un numero di anni imprecisato
procediamo come l'acqua nel disgelo del fiume
lasciando tracce del nostro viaggio.

Non mi basta, voglio sapere delle strade
conoscere chi le vuole sbarrare.

Nella barca c'è un vuoto da colmare:
perché ci avete abbandonato?
Improvvisa si allaga
la disperazione: siamo migranti



***


È tempo di restare a casa.
Prendere la dovuta distanza
dai pensieri sparsi nel tic tac del pendolo
posare il silenzio in un angolo
e cantare insieme a
quel gocciolare d'acqua che non si arresta.
Osservare soddisfatti il disordine
ascoltare i passi del mondo
e di uno che arriva da lontano e bussa.

Che altro posso fare?
Aprire



***


Il sole è un cerchio, non offre appiglio

Poi il pensiero
si fa più tenero, spesso struggente
saluto ogni incontro
aspettando qualche segnale.

Fra le sponde del giorno
c'è un odore eccitante che scaccia
gli gnomi della notte.
Gli uccelli volano alto,
tengo stretti i giorni conquistati
le albe, i tramonti l'andirivieni del mare
l'amore sempre



***


Quando il giorno arriva sollevo piano il cuscino

per non perdere le parole
le sfilo come grani di caffè a colazione
per sentirne il profumo e
trattenere l'attimo.

Ecco il suono della sirena che chiama al lavoro
passa il primo treno
mentre la mimosa ruba il giallo al sole.

Poso sul tavolo il miele il pane il caffè e il latte.

Questa la mia preghiera


(Testi tratti da "Tra le dita una favilla sembra sole", Fara Editore, 2019)



Carla De Angelis è nata e vive a Roma. Suoi testi sono presenti in riviste e opere collettanee edite da Perrone, Estroverso, David & Matthaus, Limina Mentis, Delta3, Pagine, Aletti, Fara. Nel 1995 il Presidente della Repubblica le ha conferito l'onoreficenza di Cavaliere. Con Fara ha pubblicato il poesia: Salutami il mare (2006), A dieci minuti da Urano (2010), I giorni e le strade (2014). Nel 2011 esce Mi vestirei di mare (Progetto Cultura). Ha ideato e curato le antologie Corviale cerca poeti per la Biblioteca "Renato Nicolini" di Roma e, con Stefano Martello, i saggi Diversità apparenti (2007), Il resto (parziale) della storia (2008), Il valore dello scarto (2016). Nel 2017 ha pubblicato con Fara la pluripremiata raccolta Mi fido del mare.

1 commento:

  1. Caro Giuseppe, ti ringrazio moltissimo , la tua lettura e la tua considerazione sono me motivo di gioia e orgoglio

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