mercoledì 29 giugno 2011

Lucianna Argentino e il suo "Ospite indocile"

Non usa mezze misure né astrusi giri di parole, ma va diritto al centro del discorso, Lucianna Argentino, validissima poetessa romana, e lo fa con appassionato fervore lirico, con veemenza quasi, ma con una sincerità dalla quale non è possibile prescindere. Il suo è un discorso sulla naturalità dell'essere, sfrondato dalle apparenze e dalle mode. Un discorso sulla verità che accompagna sempre l'uomo e le sue cose nel grande viaggio della vita, mostrando in sordina come siano false e ipocrite certe situazioni, certi comportamenti. Tutto questo, con un linguaggio rapido e asciutto, sostanzioso e certamente originalissimo, di grande efficacia: il lettore saprà aggiungere qualche commento, partendo da queste mie modeste considerazioni.

Proponiamo qui di seguito alcuni versi tratti dall'inedito "L'ospite indocile"

Sommale le storie, fanne cifre aguzze
come gli anni di quelli vissuti
sulla capocchia di uno spillo;
prendimi il fiato, la rincorsa;
trattienimi dentro silenzi
in ascolto delle radici,
del crescermi dell'anima
mentre scrivo per sapere cosa è natura
e cosa è sostanza e come fa a essere buono
un frutto o un uomo.

 ***
Non so quale felicità avremmo vissuto,
o quale guancia avremmo offerto all'offesa
se felicità c'è stata, se c'è stata offesa.
Così lo scrivo, ne faccio segno,
per capire come si spiega l'albero la potatura,
il papavero lo strappo
i bambini il tempo e lo spazio:
- dove va la notte quando è giorno?
- mezz'ora è tanto o poco?
O come si spiega il vuoto degli esseri
che ci stanno accanto come un'assenza
o il senso irsuto della vita,
il suo difficile che diventa facile
quando cominci ad amare.

***
Le coste hanno luce
di rami spezzati
e gli schiocchi del mare
mordono il fiato al vento.
Risale a fatica l'orizzonte
col senso di noi offerti
in sacrificio alla creazione.

***
Andava incontro al padre
lo rimetteva al passo,
al presentimento postumo.
Fate presto, fu ciò che in ultimo
udì da lui - vero di voce.
Voce rimasta a vibrare
in qualche punto indeterminato,
catturata dove la memoria
non è questione di sinapsi e neuroni
piuttosto del moto armonico semplice dell'amore
che tiene alto il coefficiente di correlazione
tra i vivi e i morti.

***
Sta in quel di più – visione delle madri
lei che parla senza staccare la lingua dal dolore
e continuamente lo rifà presenza
di se stessa e di quel che
del suo motivo le avanza.

Lucianna Argentino è nata a Roma nel 1962. Dai primi anni novanta il suo amore per la poesia, vissuta anche come percorso umano e spirituale, nonché linguistico, l’ha portata a occuparsene attivamente come organizzatrice di rassegne, di letture pubbliche, di presentazioni di libri e con collaborazioni a diverse riviste del settore. Sue poesie sono presenti in diverse antologie tra le quali “Poesia '90″ (Il Ventaglio), “Incontro di poesia” (Rebellato, 1992), “Poesia degli anni novanta” (Poiesis), “Poeti senza cielo, vol. 2°” (Il Melograno), “Il segreto delle fragole” (2009) e in riviste quali “Poiesis”, “Origini”, “Gradiva”, “La Mosca”, “Italian Poetry Review”, “Il Monte Analogo”, “The world poets quarterly” (tradotte in inglese e cinese), “L'ustione della poesia” (ed. Lietocolle 2010), “La Clessidra”, “NoiDonne”, “Capoverso”, “Il Fiacre n.9”, “Arenaria”.
E’ presente in diversi blog di poesia, come “lapoesiaelospirito”, “Imperfetta Ellisse”, “liberinversi”, “Isola Nera”, “Furioso Bene”, “blanc de ta nuque” “Amigos de la urraka”, “La dimora del tempo sospeso” (Rebstein), “Nazione Indiana”. “Le vie “poetiche”. Fa parte della redazione del blog letterario collettivo “viadellebelledonne”.
E’ coautrice con Vincenzo Morra del libro “Alessio Niceforo, il poeta della bontà” (Viemme, 1990). Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: “Gli argini del tempo” (ed. Totem, 1991), “Biografia a margine” (Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza e disegni di Francesco Paolo Delle Noci, segnalato al premio Montale nel 1995. “Mutamento” ((Fermenti Editrice, collana “Il tempo ansante” diretta da Plinio Perilli, 1999), con la prefazione di Mariella Bettarini, “Verso Penuel “ (Edizioni dell’Oleandro, 2003), con la prefazione di Dante Maffia (Premio Donna Poesia 2006). “Diario inverso” (Manni editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi.  Con Pagina- Zero ha realizzato nel 2008 un e–book tratto dalla raccolta inedita “Le stanze inquiete” e nel 2011 un nuovo e-book dal titolo “Nomi” con il blog “Le vie poetiche".

11 commenti:

  1. A me pare che la ricerca poetica di Lucianna Argentino sia tesa, in modo fermo e acuto, a fare i conti con la vita, della quale coglie attimi, spunti, sollecitazioni, contraddizioni che si compongono e distribuiscono in testi sicuramente personali e convincenti, anche per via di scelte stilistiche che privilegiano l'essenzialità e l'intensità dell'atto creativo.
    Una poesia che invita a riflettere.
    Pasquale Balestriere

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  2. Poesia visionaria ed astratta fondata su realia quotidiani e riconoscibili. Un incrocio poetico di grande impatto quello della Argentino, alla quale vanno i miei complimenti e i miei auguri. Stelvio Di Spigno.

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  3. Molto rappresentativi questi testi , linguisticamente risolti e musicalmente accattivanti ; ma senza leziosità e flanerie di orpelli retorici ; piuttosto con una sorprendente capacità - in più di una circostanza - di oggettivare il discorso con una cordialità lessicale tutta personale , anche interlocutoria .

    Sinceri complimenti a Lucianna .
    leopoldo attolico

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  4. alfonso lentini30 giugno 2011 08:30

    Versi gonfi di grazia ed energia inventiva, non una parola fuori posto, perfetta orologeria poetica. Scuotono e commuovono. Lucianna si conferma come una delle voci più significative e in crescita... Sinceri complimenti! Alfonso Lentini

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  5. Innanzi tutto voglio rivolgere il mio sentito ringraziamento a Giuseppe Vetromile per l'accoglienza in questi suoi Transiti poetici e perché le sue "modeste considerazioni" colgono nel segno. Ne L'ospite indocile, probabilmente rispondendo ad una esigenza interiore, ho cercato proprio l'essenza di quanto si agitava in me. Poi c'è stata la concomitanza della morte di mio padre che ha fatto il resto. Grazie anche ai colleghi intervenuti, il cui passaggio sensibile e attento non può che farmi piacere. Un carissimo saluto a tutti, Lucianna Argentino

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  6. L' intera degustazione poggia su tovaglie di fiandra, con orli semplici, adagiate su tavoli in faggio massello con robuste gambe in tranciato di rovere; Gli assaggi sono stati preparati seguendo ricette genuine, senza addolcimenti chimici e dosando piuttosto bene le spezie, tranne in qualche raro caso dove il cuoco si affida al palato soggiogato e capriccioso del lettore, pardon degustatore. Lo svelamento del sapore promesso dai primi 2 piatti non viene mai servito(almeno in questo assaggio che risulta carente di Ca).Il cuoco sembra un vate del fornello che minaccia di cucinare qualcosa di non mai assaporato, ma si limita a solamente a nominarlo o piuttosto a scriverlo, provocando intossicazioni da acquolina. Gustoso invece il sorbetto servito come 3°opzione, Si è, letteralmente, sciolto in bocca la glassa di limone alla luce di rami spezzati. L'amaro ha il sapore dell'amaro.
    ------------- --------------- ---------------- -
    RAFFAELE ARTHUR LIGUORO

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  7. Conosco la poesia di Lucianna Argentino e la apprezzo molto perché sa regalare emozioni vibranti e autentiche su quello che è il faticoso percorso esistenziale umano. Poesia piena di armonia e grazia in relazione sentimentale col mondo.
    Sono d’accordo con i commenti che mi hanno preceduta: non ci sono mai cadute di tono nei suoi versi, mai forzature o sbavature e ogni verso sta al suo giusto posto; l’intensità lirica permane sempre a sostenere l’acuta sensibilità della poetessa. Così come ci parla, in modo essenziale e semplice, dell’amore e della vita - che poi in fondo sono la stessa cosa – “…catturata dove la memoria/ non è questione di sinapsi e neuroni/ piuttosto del moto armonico semplice dell'amore..” e di come siamo allo stesso tempo figli e padri, o madri… in continua correlazione tra la vita e la morte…per capire “dove va la notte quando è giorno?/- mezz'ora è tanto o poco?..”.
    Grazie a Giuseppe Vetromile per l’iniziativa di questo blog e per la proposta del bellissimo inedito di Lucianna.
    Un saluto
    Monica Martinelli

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  8. Ho già incontrato la poesia di Lucianna. Appunto, come qualcosa che cammina da sola e si volge alla sua stessa autrice e la interroga. Sembra che a parlare sia una persona altra da lei, come se i versi fossero il limite oltre il quale non si è più se stessi ma si cambia appartenenza, convinzione, natura. Lo dicono le domande che li punteggiano, le scoperte di senso (“O come si spiega il vuoto degli esseri/ che ci stanno accanto come un'assenza/ o il senso irsuto della vita”, "Risale a fatica l'orizzonte/col senso di noi offerti/in sacrificio alla creazione"), gli imperativi frequenti (“sommale, “prendimi”, “trattienimi” ). La poesia come propria frazione estrema tesa a catturare ciò che altrimenti sfuggirebbe è già così un ospite indocile che fa risuonare le sue vibrazioni vitali, il suo dire diretto, "in ascolto delle radici".
    un saluto caro, Lucianna.

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  9. Perdonatemi se arrivo solo ora a ringraziare Raffaele per l'originale commento che mi ha lasciata senza parole per la fantasia così ben calzante. Monica cara amica con la quale condivido una consonanza poetica recente ma già forte e Marco per aver individuato nell'ospite indocile la poesia, questa entità recalcitrante che ci abita. Un saluto a tutti e ancora un sentito grazie a Giuseppe. Lucianna Argentino

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  10. La grande e profonda poesia di Lucianna lascia segni indelebili ed emozionali. Per me una delle poetesse più valide del nostro tempo.
    Cinzia Marulli

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  11. Poesia astrusa, inconcludente, fatta disegni e non di contenuti. Ho letto ma ho ricevuto poco.
    Pf Bozzi Arezzo

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