venerdì 8 ottobre 2021

Pankhuri Sinha, poetessa hindi

Riprendiamo la rubrica “Transiti Esteri” ospitando questa volta alcuni testi della poetessa Pankhuri Sinha, dall’India.
Si tratta di testi molto forti, incentrati sulle problematiche sociali conseguenti alla colonizzazione dell’India, con spiccati riferimenti al pensiero di Gandhi e all’analisi dell’attuale situazione politica.
Si è cercato di rispettare quasi alla lettera il contenuto dei testi nell’operare la traduzione in italiano (per la quale ringrazio la valente artista e poetessa Antje Stehn per la collaborazione). L’Autrice ha presentato i suoi testi già tradotti da lei dall’hindi in inglese, e quindi in questi passaggi è molto probabile, come sovente accade, che qualcosa non sia perfettamente aderente al pensiero originale. Ma nel complesso rimane il senso, l’atmosfera e l’apprezzamento nei confronti di una autrice straniera così sensibile e meritevole.


1857 - A Poem

Though it was the year of 1942
That got immortalised
In public memory
Due to a movie of the same name
With the added adjective of a love story
And there were many love stories in the Raj
Nehru and Edwina were just one of them
And yes, they might top the list, but
An entire generation of Anglo Indians
Came into being, but this isn't a love poem!
Or one about the legitimacy of love, or about illegitimate love!
Concerns both love and hate, perhaps hate more and ways of curbing it
Conquering it, for the colonial raj did one good thing,
With its ideology of inherent superiority and economic exploitation
It first united the warring nation states, then the bickering religions
Giving birth to a third, ultimately
Bringing them all together in opposition
Also drawing some permanent political lines
Facilitating the creation of a nation
The year was 1947, but 1857 before that
The year of the rebellion, when the crown came in
We all know the story, right?

*

I am a historian, or a historian on a break
Doesn't matter, what matters is that the twin nations need a re-invention
A remodelling , a renaissance, a reformation , risorgimento, a re-incarnation
Nothing less than a revolution , the Arab nations have done it
For better or for worse
Spilling blood from Gaddafi 's Libya to Osama's Arabia
Some descended in war even when they were not Syria
And whether our twin brother, the difficult neighbour, needs it or not
We the secular, we the liberal, we the tolerant
We the cognizant, we the cosmopolitan, we the diverse
We the daring, we the respecting , need it, to come together again
To re-bond not just in the face of threats,
And usurpation by the forever plotting others
But against being used by petty politics
Dividing religions , humans, families!
Can we the people, not stand up, not rise up, not march
Rebel, protest against the colonizing force, impulse , power of electoral politics ?
Half drugging, half sedating people with pranks, free bies, false promises
Provoking speeches, and worse silencing them with threats
Beatings , killings , wrongful arrests, disappearances, mayhem!


*

This might be 2021, and on some days the darkness feels medieval
But am sure we can ask for more light
We can even make some,
And make it green and cool and peaceful?
Can't we? And we also do remember the year 1942
As the year in between the Second World War
When Gandhi called for the quit India movement
Asking Indians to not fight in the wars of others
Over control of colonies, we do remember, right?
Then, why do we not act upon it as well?
In these post-colonial times of new vested interests?


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Anche se era l'anno 1942
Che è stato immortalato
Nella memoria pubblica
Grazie a un film con lo stesso titolo
Con l'aggettivo aggiunto di una storia d'amore
E c'erano molte storie d'amore nel Raj
Nehru ed Edwina era solo una di queste
E sì, potrebbero essere in cima alla lista, ma
Un'intera generazione di anglo indiani
È nata, ma questa non è una poesia d'amore!
O una sulla legittimità dell'amore, o sull'amore illegittimo!
Riguarda sia l'amore che l'odio, forse l'odio di più e i modi per frenarlo
Conquistandolo, il Raj coloniale ha fatto una cosa buona,
Con la sua ideologia di superiorità intrinseca e lo sfruttamento economico
Prima ha unito gli stati nazione in guerra, poi le religioni litigiose
Ne ha dato alla luce un terzo, alla fine
Riunendoli tutti in opposizione
Tracciando anche alcune linee politiche permanenti
Facilitando la creazione di una nazione.
L'anno era il 1947, ma prima c’era il 1857
L'anno della ribellione, quando arrivò la corona
Conosciamo tutti la storia, giusto?


*

Sono uno storico, o uno storico a riposo
Non importa, l'importante è che le nazioni gemelle abbiano bisogno di una reinvenzione
Un rimodellamento, un rinascimento, una riforma, un risorgimento, una reincarnazione
Niente di meno che una rivoluzione; le nazioni arabe l'hanno fatta
Nel bene e nel male:
Spargimento di sangue dalla Libia di Gheddafi all'Arabia di Osama
Alcuni sono scesi in guerra anche quando non erano in Siria
E anche quando il nostro fratello gemello, il vicino difficile, ne aveva bisogno oppure no
Noi laici, noi liberali, noi tolleranti
Noi i consapevoli, noi i cosmopoliti, noi i diversi
Noi audaci, noi rispettiamo, ne abbiamo bisogno, per tornare insieme
Per ricongiungerci non solo di fronte alle minacce
E le usurpazioni da parte dell’eterno complotto degli altri
Ma contro l'essere usati dalla politica meschina
Che divide le religioni, gli umani, le famiglie!
Possiamo noi gente non elevarci, non marciare?
Ribellarsi, protestare contro la forza colonizzatrice, con slancio, contro il potere della politica elettorale?
Per una metà drogano, per l’altra metà sedano le persone con scherzi, insulti gratuiti, false promesse
Provocando o peggio facendo tacere con minacce
Percosse, uccisioni, arresti illeciti, sparizioni, caos!


*

Così potrebbe essere il 2021 e in alcuni giorni l'oscurità sembra medievale
Ma sono sicura che possiamo chiedere più luce
Possiamo anche farla noi di più
E renderlo verde, fresco e pacifico?
Non possiamo? E ricordiamo anche l'anno 1942
Come l'anno centrale della seconda guerra mondiale
Quando Gandhi perorava l'uscita dell'India
Chiedendo agli indiani di non combattere nelle guerre degli altri
Per il controllo delle colonie, lo ricordiamo, giusto?
Allora, perché non operiamo anche per questo anno nello stesso modo?
In questi tempi post-coloniali di nuovi interessi acquisiti?


Pankhuri Sinha is a bilingual writer, although she writes more in her mother tongue Hindi than in English. Her first award is for her Hindi poetry “Ek naya maun, ek naya udghosh’ for which she received the Prestigious Girija Kumar Mathur award in 1995, while studying in BA  Honours part II, in Indraprastha College, Delhi University. Her first two books are collections of stories published in 2006 and 2008, with Gyanpith, a very prestigious name in Hindi publishing. Both these collections have received the love of readers and critical acclaim. She then, went on to publish two collections of Poems in English, Prison Talkies in 2013 and Dear Suzannah in 2014, both with Xlibris, Indiana. Since then, she has published four collections of poems in Hindi, Raktim Sandhiyan, Bahas Paar ki Lambi Dhoop, Pratyancha, and most recently, Geetil Raatein. She has also received numerous prestigious awards in between---Chitra Kumar Shailesh Matiyani Samman in 2007 for her first story collection koi-bhi-din, Rajeev Gandhi Excellence Award in 2013 for outstanding achievements in writing by Seemapuri Times, First Prize for poetry by Rajasthan Patrika in 2017, Pratilipi Kavita Award and many other prestigious awards. She is a student and teacher of Modern British History, currently teaching in a government college in Bihar, India. She did her Master’s in History from SUNY Buffalo in 2007. She has an incomplete Phd from University of Calgary, Alberta, Canada, which she plans to finish in the near future. She received the Dean’s entrance fellowship at the time of her admission in the Phd programme in 2008 in the University of Calgary. Her poems have been translated in several Indian languages like Bengali, Marathi and languages abroad like Spanish, Serbian, Nepali, Turkish and Romanian. These Poems have also been published in magazines of these languages. She herself has translated Hungarian, Romanian, Serbian, Italian and Turkish poets. She also translated stories by Ramnika Gupta from Hindi to English, and the interview of reputed Indian theatre personality Ratan Thiyam by Udayan Vajpai from Hindi to English. She is also a freelance journalist and has interviewed several top politicians and writers like Shashi Tharoor, Mahesh Sharma, Mark Tully, the German dancer Anne Dietrich, Professor Critic Dr Margaret Koves, Prof Istvan Voros.

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Pankhuri Sinha è una scrittrice bilingue, anche se scrive più nella sua lingua madre hindi che in inglese. Il suo primo premio è stato per la poesia hindi “Ek naya maun, ek naya udghosh” per la quale ha ricevuto il prestigioso premio Girija Kumar Mathur nel 1995, mentre studiava in BA Honors parte II, all'Indraprastha College, Università di Delhi. I suoi primi due libri sono raccolte di racconti pubblicati nel 2006 e nel 2008, con Gyanpith, un nome molto prestigioso nell'editoria hindi.
Entrambe queste pubblicazioni hanno ricevuto l'apprezzamento dei lettori e il plauso della critica. Ha poi pubblicato due raccolte di poesie in inglese, Prison Talkies nel 2013 e Dear Suzannah nel 2014, entrambe con Xlibris, Indiana. Da allora, ha pubblicato quattro raccolte di poesie in hindi, Raktim Sandhiyan, Bahas Paar ki Lambi Dhoop, Pratyancha e, più recentemente, Geetil Raatein. Ha anche ricevuto numerosi premi prestigiosi.
È una studentessa e insegnante di Modern British History, attualmente insegna in un college governativo a Bihar, in India. Ha conseguito il Master in Storia presso la SUNY Buffalo nel 2007. Ha un dottorato di ricerca incompleto presso l'Università di Calgary, Alberta, Canada, che prevede di terminare nel prossimo futuro. Ha ricevuto la borsa di studio del preside al momento della sua ammissione al programma di dottorato nel 2008 presso l'Università di Calgary.
Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue indiane come bengalese, marathi e all'estero come spagnolo, serbo, nepalese, turco e rumeno. Queste poesie sono state pubblicate anche su riviste di queste lingue. Lei stessa ha tradotto poeti ungheresi, rumeni, serbi, italiani e turchi.
Ha anche tradotto le storie di Ramnika Gupta dall'hindi all'inglese e l'intervista del famoso personaggio teatrale indiano Ratan Thiyam di Udayan Vajpai dall'hindi all'inglese. È anche una giornalista freelance e ha intervistato diversi importanti politici e scrittori come Shashi Tharoor, Mahesh Sharma, Mark Tully, la ballerina tedesca Anne Dietrich, la professoressa critica Margaret Koves, il professor Istvan Voros.

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