lunedì 12 febbraio 2024

I "Paradigmi della complessità" nella poesia di Silvia Elena Di Donato


Nella grande, anzi grandissima produzione di opere poetiche che si riscontra oggi in Italia, non mancano certamente testi considerevoli e meritevoli di attenzione, accanto ad una moltitudine di libri che soltanto mediamente possono considerarsi appartenenti alla categoria “poesia”, ché di questa hanno poca o addirittura nessuna parvenza.
Altre volte, rare volte, ci si può invece imbattere in capolavori assoluti, almeno da un mio modesto parere del tutto personale, però confortato da decenni di letture, ricerche e approfondimenti della poesia contemporanea. Mi riferisco dunque a Paradigmi della complessità, di Silvia Elena Di Donato, che in questo spazio molto volentieri mi accingo a segnalare. Una raccolta di poesie pregevole, sia per il contenuto e sia per la elegante veste tipografica con la quale la Di Felice Edizioni, casa editrice di tutto rispetto, ha voluto confezionarla. Una colta prefazione di Vincenzo Guarracino, impreziosisce ulteriormente la silloge. Trovo molto significativo il fatto che (finalmente!) la raccolta non è “a tema”, cioè non è dedicata ad un particolare argomento, più o meno attuale, più o meno sentimentale o sociale (l’amore, la famiglia, la donna, l’emigrazione…), che, per quanto interessante e incisivo, a volte può adombrare o banalizzare l’argomento stesso. In Paradigmi della complessità è la Poesia stessa, la poesia pura, a essere argomento di sé stessa e nello stesso tempo tema che avvolge totalmente la realtà e l’esistenza. E un dettato che fonda sullo spessore e sulla potenzialità della parola poetica, sulla sua “verticalità”, la sua essenza, è senza dubbio da considerarsi veramente e pienamente aderente ai criteri con cui si scrive, si deve scrivere, di poesia. Silvia Elena Di Donato è all’interno di questa linea pura, con la sua poetica di Paradigma della complessità, in cui compie un viaggio nella e con la parola, per dire l’essenza del mondo, della realtà circostante, della sua filosofia di vita. Attenta osservatrice del mondo fuori dalle sue stanze, sublima in versi il senso del creato (“Siamo quello che accadiamo… dispiegata geometria della durata…”), dove il tempo e lo spazio si congiungono in un’unica dimensione esistenziale, e dove la materia non pesa, non ha consistenza, bensì trascende sé stessa elevandosi. In tutto questo, l’amore è collante e ponte che unisce e integra la fisicità del creato con quella dimensione d’attesa asintotica d’infinito (“L’eternità inserita nel mondo”…).
Paradigmi della complessità, in un mondo che andrebbe semplicemente compreso e affrontato con la verità del proprio cuore. Con l’unica verità: la poesia.

Riportiamo qui di seguito alcuni brani tratti dal libro


Elegia di un tramonto

 

Sospesa sulle spalle di Atlante

la luce sferica di un sogno di carta

 

Parole. E mani

– ancelle e sassi –

– Esperidi d’oro all’estremo occidente –

 

Il mondo fuori dalle mie stanze

 

E respiri a picco sul mare lontano

 

 

***

 

Il breve addio

 

Strade, rena, passi

fino a qui

dove ora bevo la terra

salata più del mare

 

manca l’aria

in questa landa

senza parole

 

e mancano i tuoi baci

– sassi smarriti

sulla riva del mezzogiorno –

 

li raccoglierà l’attesa

in ceste pazienti

 

e altre strade, altra rena, altri passi

ti condurranno

ad abitare i tuoi sogni

 

 

***

 

La lente

 

Siamo quello che accadiamo

e quello che accadremo e già accademmo

 

dispiegata geometria nella durata

 

modi

 

archetipi memorie e mito, cifre

intagli d’infinito

 

mente parola azione

la bocca dei profeti

la sapienza di Salomone

 

effetti cause compimenti

rovine sedimenti ed intuizioni

discorsi opinioni ed algoritmi

 

chiare e distinte mappe o inadeguate

errori di pronuncia e ortografia

scritture provvisorie di un’idea

distese di solitudini e di attese

 

Siamo quello che accadiamo

e quello che accadremo e già accademmo

congiunzioni non lineari

connessioni sincronicità e metafore

chiarore raro perfetto e benedetto:

 

l’eternità inserita nel mondo

 

 

***

 

 

Alfa e omega. O della finzione suprema

 

Fingere una finestra

in queste nostre vite

variamente dislocate e riunite

 

Farsi soglia di corrispondenze

sospesa nell’aria

 

Guardare adeguatamente

di là da un muro, di là da una siepe:

 

Svelare l’infinito in ogni parte

del tutto

 

La materia non pesa: eleva

La commozione è azione: di conoscenza

 

Così questa poesia: è l’unica verità

 

 

***

 

Il canto del sapiente

 

Facciamo sogno ogni nostro giorno

noi segmenti di un unico codice

non altrimenti vivi se non cifre

tradotte in pelle e in alfabeti e amori

misurate colonne rastremate

fin sotto al peso delle trabeazioni

o migrazioni senza gravità

come profumo di zagare e acacie

visioni agli occhi dell’aedo cieco

che dall’inizio ci conobbe mito

 

perfetti paradigmi

della complessità

 

 ***

 

Clairvoyance

 

A Federico Leoni, il mio maestro

 

Portami sulla vetta

che non conosce sospetto

né lingue mutile e confuse

 

dove si fa chiaro

che non c’è amore sprecato

e ogni senso si squaderna perfetto

nella misura dei fatti

nel tutto che accade

 

Portami dove non si manca alle promesse

perché non si crede alle delusioni

 

Portami al punto d’osservazione giusto

dove le parole si fanno mondo che so vivere

e il mondo parole che so dire

 

E lì tienimi

sull’orlo del cadere

vertigine e funambola che mai cade

 

Silvia Elena Di Donato, Paradigmi della complessità, Di Felice Edizioni, 2024; prefazione di Vincenzo Guarracino.

Silvia Elena Di Donato, nata a Pescara nel 1976, vive a Manoppello. Laureata in Lettere classiche e in Filosofia, insegna presso il Liceo Classico “G. B. Vico” di Chieti e cura costantemente interventi di carattere storico e letterario sia su periodici locali sia nell’ambito di rassegne e manifestazioni culturali. Con la raccolta poetica La maschera di Euridice (2018) si aggiudica numerosi premi e riconoscimenti, guadagna diverse recensioni e viene segnalata anche su La Lettura del Corriere della sera; nel 2019 è invitata a presentare la silloge presso il Centro di cultura italiana “Dante Alighieri” di Bahia Blanca, in occasione della settimana della lingua italiana nel mondo, e nello Spazio arti della Casa Alda Merini a Milano.

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