È proprio con questo spirito che il giovane Antonio Josef Faranda si approccia, a mio parere, a questa particolare raccolta poetica, che egli stesso definisce una sequenza. Una forza misteriosa agisce, titolo ben indovinato di questa sua raccolta, edita da RPlibri, vuole infatti essere una sintesi quanto più esaustiva, e compatta proprio in virtù della sua parola poetica, di tutto quanto il poeta ha esperito finora, e di tutto quanto egli ha potuto interpretare attraverso l’indagine su di sé e della realtà esteriore, individuando nelle cose e nell'uomo un segreto motore, una forza, che unisce il tutto, lo integra, offrendo aspettative di speranza e di luce. L’autore ha dunque suddiviso la progressione dei testi in cinque sezioni, le quali, come egli stesso afferma nella sua introduzione, non vogliono essere delle aree tematiche specifiche, bensì costituiscono un percorso esperienziale e, direi anche, filosofico, non solo personale, ma anche con influenze dalla e nella società e nel mondo contingente. Un excursus alquanto esaustivo, un compendio di tutto ciò che il poeta riesce a indagare e a interpretare intorno e dentro di sé, considerandosi punto d’osservazione sensoriale ed emotiva (terza sequenza), tradotto non in semplici descrizioni e riflessioni, bensì in un linguaggio poetico di grande resa, laddove la stessa parola poetica si fa portavoce di sensazioni e di motivazioni che travalicano la materia del reale, andando ad alludere dimensioni altre, non interpretabili con il comune raccontare. D’altra parte, la stessa formazione professionale del nostro autore, e cioè l’attività musicale e strumentale, gli dona il talento di saper individuare e quindi accogliere, quei messaggi e quelle sensazioni che sono oltre la mera materialità del mondo.
Considero la raccolta poetica di Antonio Josef Faranda un valido progetto, basato su un dettato poetico scorrevole e intenso, con il quale l’autore riesce ad abbracciare la gran parte del suo (e anche nostro!) mondo esperienziale: ed è ciò che veramente la poesia, quella autentica, è in grado di suggerire.
Dietro quei vetri a mezza luna
nascondi tutto ciò che vedo.
Su e giù nella notte
il padre muore a Lipari
coi polmoni pieni di pomice
galleggia per lui e non lo sa.
È già lontano nell’Atlantico
eppure ritorna a bere
alla fontana con il figlio
già lontano nel Tirreno.
Sei cenere ma qui
c’è la tua firma:
questa è una casa
cattolica, apostolica.
Da qualche parte aspettiamo
ognuno al proprio angolo
stretti nella colpa
da una camera all’altra
tra la porta che cigola
e se non lì
tra i solchi del corridoio
lasciati vivere alla cieca
vecchi quanto te.
Sforzi, sacrifici e speranze
non parlano né insegnano,
anche la legge
ornata di silenzio
di te più nulla racconta.
Da qualche parte attendiamo
pur di non lasciarti fuggire
la parola
una qualunque
che non sia d’amore.
(dalla sequenza I "Il Santo che danza")
Fuggire da antiche preghiere
e ritrovarsi lontano
incompresi
tra i suoni distorti
di una realtà sconosciuta.
Nel mare c’è la fatica
il porto, obolo d’oro
addolcisce la vista
ma non il palato.
Senza stupore
quella terra antica riarsa
di antiche preghiere
dove sono solo facelie
appare ricca
come un rimpianto.
Riposare
accanto al frantoio
in mezzo ai sassi
e frutti sanguigni
realizzare che giugno non ha
offerto rinascita.
Vieni e voltati, saprai
che voltarsi è arrivare
alla fine, al fermo immagine
del mutare, ma qui una,
una forza misteriosa agisce
passa tra le fessure, arriva
fin sopra i cuscini
educa alla ferocia
disossa la ragione.
(dalla sequenza II "Non per noi")
Ci sono mani
che impastano sporche di farina
mani che risolvono complesse equazioni
mani che dirigono orchestre
mani che scrivono poesie.
Lavorano in silenzio
non chiedono di essere adorate.
All’ombra di Dio
la Madre di ogni creazione
prima di ogni atto
con le stesse mani
ci ha insegnato ad amare.
(dalla sequenza III "Io sono la Resurrezione e la Vita")
Dovrei smetterla di rincorrere
vecchi aquiloni
mascherare la fame dietro inutili
vittorie.
Dovrei tornare alla terra
che ho ignorato, chinarmi
su di essa
e colmare tutte le voragini.
(dalla sequenza V "Eppure cammino")
Brani tratti da
Antonio Josef Faranda, Una forza misteriosa agisce, RPlibri, 2025. Introduzione dell’autore.
Antonio Josef Faranda nasce a Sant’Agata de’ Goti
(BN) il 12 novembre 1996. È polistrumentista, compositore e produttore
musicale. Si è laureato in Chitarra Jazz e Composizione Jazz presso
il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. Nel 2023 ha pubblicato la sua
prima opera, Lontano dal centro (RPlibri), segnando l’inizio di un
percorso poetico in continua evoluzione.

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