lunedì 19 gennaio 2026

La "Forza misteriosa che agisce" nelle poesie di Antonio Josef Faranda

Un poeta esperto cerca sempre di compendiare gran parte di ciò che gli suggerisce la realtà esterna e anche interiore, cercando di sintetizzare il tutto in un progetto poetico, che alla fine si materializza in una silloge, una raccolta, un poemetto. Dare corpo al proprio intuito, indagare in profondità ed esprimere poi le proprie riflessioni attraverso il proprio talento poetico: giacché qui non si tratta di mera descrizione o espressione di pareri, bensì di una vera e propria ri-creazione del mondo, una rimodulazione del vissuto e dell’attesa, e di quello che potrà essere. Poesia è anche soprattutto allusione ad altro dire, partendo dal contingente.
È proprio con questo spirito che il giovane Antonio Josef Faranda si approccia, a mio parere, a questa particolare raccolta poetica, che egli stesso definisce una sequenza. Una forza misteriosa agisce, titolo ben indovinato di questa sua raccolta, edita da RPlibri, vuole infatti essere una sintesi quanto più esaustiva, e compatta proprio in virtù della sua parola poetica, di tutto quanto il poeta ha esperito finora, e di tutto quanto egli ha potuto interpretare attraverso l’indagine su di sé e della realtà esteriore, individuando nelle cose e nell'uomo un segreto motore, una forza, che unisce il tutto, lo integra, offrendo aspettative di speranza e di luce. L’autore ha dunque suddiviso la progressione dei testi in cinque sezioni, le quali, come egli stesso afferma nella sua introduzione, non vogliono essere delle aree tematiche specifiche, bensì costituiscono un percorso esperienziale e, direi anche, filosofico, non solo personale, ma anche con influenze dalla e nella società e nel mondo contingente. Un excursus alquanto esaustivo, un compendio di tutto ciò che il poeta riesce a indagare e a interpretare intorno e dentro di sé, considerandosi punto d’osservazione sensoriale ed emotiva (terza sequenza), tradotto non in semplici descrizioni e riflessioni, bensì in un linguaggio poetico di grande resa, laddove la stessa parola poetica si fa portavoce di sensazioni e di motivazioni che travalicano la materia del reale, andando ad alludere dimensioni altre, non interpretabili con il comune raccontare. D’altra parte, la stessa formazione professionale del nostro autore, e cioè l’attività musicale e strumentale, gli dona il talento di saper individuare e quindi accogliere, quei messaggi e quelle sensazioni che sono oltre la mera materialità del mondo.
Considero la raccolta poetica di Antonio Josef Faranda un valido progetto, basato su un dettato poetico scorrevole e intenso, con il quale l’autore riesce ad abbracciare la gran parte del suo (e anche nostro!) mondo esperienziale: ed è ciò che veramente la poesia, quella autentica, è in grado di suggerire.


Dietro quei vetri a mezza luna

nascondi tutto ciò che vedo.

Su e giù nella notte

il padre muore a Lipari

coi polmoni pieni di pomice

galleggia per lui e non lo sa.

È già lontano nell’Atlantico

eppure ritorna a bere

alla fontana con il figlio

già lontano nel Tirreno.

Sei cenere ma qui

c’è la tua firma:

questa è una casa

cattolica, apostolica.

 

***

 

Da qualche parte aspettiamo

ognuno al proprio angolo

stretti nella colpa

da una camera all’altra

tra la porta che cigola

e se non lì

tra i solchi del corridoio

lasciati vivere alla cieca

vecchi quanto te.

Sforzi, sacrifici e speranze

non parlano né insegnano,

anche la legge

ornata di silenzio

di te più nulla racconta.

Da qualche parte attendiamo

pur di non lasciarti fuggire

la parola

una qualunque

che non sia d’amore.

 

(dalla sequenza I "Il Santo che danza")

 

 ***

 

Fuggire da antiche preghiere

e ritrovarsi lontano

incompresi

tra i suoni distorti

di una realtà sconosciuta.

Nel mare c’è la fatica

il porto, obolo d’oro

addolcisce la vista

ma non il palato.

Senza stupore

quella terra antica riarsa

di antiche preghiere

dove sono solo facelie

appare ricca

come un rimpianto.

Riposare

accanto al frantoio

in mezzo ai sassi

e frutti sanguigni

realizzare che giugno non ha

offerto rinascita.

 

 ***


Vieni e voltati, saprai

che voltarsi è arrivare

alla fine, al fermo immagine

del mutare, ma qui una,

una forza misteriosa agisce

passa tra le fessure, arriva

fin sopra i cuscini

educa alla ferocia

disossa la ragione.

 

(dalla sequenza II "Non per noi")

 

 ***

 

Ci sono mani

che impastano sporche di farina

mani che risolvono complesse equazioni

mani che dirigono orchestre

mani che scrivono poesie.

Lavorano in silenzio

non chiedono di essere adorate.

All’ombra di Dio

la Madre di ogni creazione

prima di ogni atto

con le stesse mani

ci ha insegnato ad amare.

 

(dalla sequenza III  "Io sono la Resurrezione e la Vita")

 

 ***


Dovrei smetterla di rincorrere

vecchi aquiloni

mascherare la fame dietro inutili

vittorie.

Dovrei tornare alla terra

che ho ignorato, chinarmi

su di essa

e colmare tutte le voragini.

 

(dalla sequenza V "Eppure cammino")


Brani tratti da

Antonio Josef FarandaUna forza misteriosa agisce, RPlibri, 2025. Introduzione dell’autore.

Antonio Josef Faranda nasce a Sant’Agata de’ Goti (BN) il 12 novembre 1996. È polistrumentista, compositore e produttore musicale. Si è laureato in Chitarra Jazz e Composizione Jazz presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. Nel 2023 ha pubblicato la sua prima opera, Lontano dal centro (RPlibri), segnando l’inizio di un percorso poetico in continua evoluzione.

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