giovedì 9 giugno 2011

Raffaele Piazza: del sognato

Raffaele Piazza, squisito e raffinato poeta napoletano, ma ben noto a livello nazionale, anche come critico letterario, ci offre qui un assaggio del suo mondo poetico, tratto dal suo ultimo libro, "Del sognato", pubblicato nel 2009 con la Casa Editrice La Vita Felice di Milano, con nota critica in prefazione di Gabriela Fantato, poetessa anche lei di prim'ordine.
Si tratta solo di un modesto esempio, ma già sufficiente a dimostrare la grande esperienza poetica di Raffaele Piazza, nell'esprimere il suo dettato "sognante" ma colmo di vitalità e fortemente allusivo e intriso di sentimento amoroso. L'incedere cadenzato del verso dona respiro e ampi spazi meditativi.
Ma lasciamo al lettore altre gradite riflessioni su questa pregevole poesia.

I testi che seguono sono tratti dalla raccolta edita "Del sognato" (Edizioni "La Vita Felice", Milano, 2009)

Il mare che continua

Le ore passate a guardare
la perfezione dell'acqua del mare,
si scivola lungo l'infinità del sentiero
del sogno e della veglia
per giungere all'azzurro degli scogli
leggeri a corrodersi al vento animato dalla salsedine,
osservi le ombre tese degli alberi
giungere alla disooluzione
del tempo serale con un raggio di sole
aranciato che grida vita vegetale
da trasformarsi per noi in liquida
armonia di pensieri che si riproducono
esatti stampati da una mente con il materiale
degli anni attraversati come foreste dense di senso.
Il presagio di un pomeriggio passato
con l'acquario di pesci
corallini nella camera con le loro tinte
si fa naufragio in questo mistico mattino di lavoro,
si attendono le onde taglienti delle idee
nelle pareti della mente,
una nuova vita oltre la città e la campagna,
un respiro ad angolo con un frammento di tempo,
simile ad un residuo di mosaico parietale
su un rudere vicino
a questo mare che continua.


Pervasivo giardino

Dietro persiane d'isola
di quel verde illuminato di edere
a ripetere la storia, il corso
a riemergerne nel
ridestarsi dei templi e feritoia nei faraglioni
d'altri feriali percorsi
al colmo della grazia,
ora soltanto pari a rosa conchiglia
scaricata da Internet o dal mare per
vederla, per mano presa la rosa
d'acqua, la radice del tempo,
di quarta dimensione-salvezza
a esultarne i desideri senza spine
e gli innamoramenti, le loro tracce nella
sabbia, tolti dai castelli della bimba,
la sera di resina dei pini,
la resistenza vegetale, nel duemila
tolti dalle tende o dai letti
i desideri, si continua a Lacco Ameno
nella luce, nelle quattro
pareti.


Fondali

Sparsa nel sogno di marea attende lei,
fondali di scrittura, liberazione
di unità a farsi parole: testi
di telefonate da brivido di pesca,
film della vita nell'insieme
esatto del senso di una voce che dà oltre
le liberazioni delle lune dei confini,
da Occidente alla Patagonia
al mondo alla fine
nel mondo: nell'oggetto che ne resta
di pietra (farsi sillaba).


Oltre il muro

Dal muro di materia di conchiglia
ti scrivo dei fatti dei fiori
del dono che conservo.
La città trasuda,
le monete sull'asfalto fanno parte dei
regali (mi dici che portano fortuna).
Attrae il tuo muro degli sguardi il sorriso
e tu sei oltre un ostacolo che salta
la mente senza sforzo.
Mi chiedi la bellezza di un evento,
mi chiedi non distruggerla, pensaci:

il chiaroscuro a sfondo di un'e-mail,
il fare cose, rispondere con lettere coltivate
per un giorno, poi nella bottiglia alle tue sponde,
a giungerti aggirando la spray-art
sui suoi mattoni.


Adolescenza

la vedi fiorire dall'acqua delle sere
leggere nella linea a tendere all'infinito
di un fiore d'erba: è
del tempo di Internet, la camera
dove scrivere pareti in serie
senza quadri e
calcinate, lei a scoprire con la mano
il senso di un vibrare, tinta mai vista
di fragola e ascoltata nel toccare
il non tempo, la cometa,

e poi rivede sul far della sera la ragazza
Alessia la vita
sul ramo, da cogliere nella meraviglia
delle nuvole
tra le costellazioni a detergerla.

Raffaele Piazza è nato nel 1963 a Napoli, città in cui risiede svolgendo la sua attività di tecnico elaboratore dati presso l'Università Federico II. Collabora con numerosi settimanali, mensili e quotidiani. E' poeta e critico letterario. Ha precedentemente pubblicato "Luoghi visibili" (Amadeus, 1993), "La sete della favola" (Amadeus, 1994), e "Sul bordo della rosa", finalista al Gozzano 1998 e selezionato al Camaiore 2000. Ha pubblicato poesie su molte riviste, tra le quali "Anterem", "Tam Tam", "Galleria", "Arenaria", "Portofranco", "Tracce", "Punto di vista", "Clessidra", "Hebenon", "La Mosca di Milano", di cui è anche redattore. E' presente in numerose Antologie.

7 commenti:

  1. Francesco Iannone9 giugno 2011 09:47

    Versi carichi di gioia stupita e tensione al Vero. Complimenti

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  2. un saluto e complimenti al caro amico Raffaele

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  3. Poesie della meraviglia e del battesimo di cose e pensieri quella di Piazza, un poeta e un amico che conosco da quindici anni buoni e che mi è caro come persona e come artista. Un saluto, Stelvio Di Spigno.

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  4. Raffaele Piazza ha tutto del poeta, e niente gli manca. Lo conosco da un quarto di secolo ed ebbi il padre, medico illustrissimo, quale professore all'università. Negli ultimi tempi la sua poesia si è rarefatta, la sintassi si è come slogata, così che egli attinge, in questi versi, dal mare liquido di una lingua disossata e interamente fruibile, a lui che è poeta, in una quasi gioia che non è fanciullesca ma quasi ( è il quasi, a bel vedere, che lo fa poeta, lui che ha tutto, non gli manca niente ).
    Grazie a Pino per avercelo fatto riuleggere.
    Eugenio Lucrezi

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  5. In questa poesia impressiona l'opulenza e la fluidità della resa verbale e linguistica in genere, che prepara e seconda la corrente delle immagini (incredibilmente fresche e di rapido assorbimento), le quali si giustappongono, poi si compenetrano e si dilatano, rampollate da un'anima sensibilissima.
    Pasquale Balestriere

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  6. Appaino spazi cercati tra il delta di un fiume in questa poesia di Raffaele Piazza. Versi ricchi di visioni, che attingono dal sogno ed anche da quel tedioso, banale, comune presente, in cui il presagio di luce si fa spesso naufragio e le onde delle idee si fanno essenze rarefatte di un respiro, che però non si spegne, perché, oltre ad ogni fatto o misfatto, esiste qualcuno o a qualcosa che lo rendono degno di essere desiderato, trovato, riproposto limpido all’anima dell’autore ed alla nostra.
    Mariolina La Monica

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  7. Gli spazi sconfinati e versatili del foglio vengono sapientemente riempiti, come da una docile e sinuosa onda di inchiostro, dalla penna di Raffaele, vero poeta, uomo, amico, che riesce a cogliere il senso delle cose in un sorriso, in una fragola, in una conchiglia, in un filo di luce tra le foglie, in un disegno di vita tra le nuvole...Complimenti, dal cuore. Rossella Luongo

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