martedì 19 dicembre 2017

Carla De Angelis: "Mi fido del mare"

Un connubio perfetto tra mare e terra, tra l'elemento classico simbolo e metafora dell'ignoto e del viaggio, e la certezza e l'essenzialità della natura, del seme e delle zolle. Un dimidiarsi tra queste due forze, che con l'afflato e la bontà dei versi, semplici ma scaltri e profondi, si amalgamano e si fondono in un tutt'uno, quasi risacca gentile a lambire la rena o promontorio di terra aggraziato a protendersi verso il largo. Questa l'immagine che scaturisce dalla lettura di "Mi fido del mare", della poetessa romana Carla De Angelis, eccellente scrittrice e solerte organizzatrice di eventi culturali nella Capitale e nell'accogliente sede della Biblioteca Renato Nicolini a Corviale.
Mi fido del mare è dunque una raccolta di poesie (92, per la precisione), generalmente brevi, senza titolo, che la poetessa ha pubblicato recentemente per i tipi di Fara Editore. E' un discorso continuo, il suo, quasi un poema, in cui si nota l'urgenza del dire, la quasi inesauribilità del racconto poetico, che non si disperde e non migra verso altre connotazioni, bensì resta compatto e univoco pur nelle infinite sfaccettature e lacerti, spiragli di luci, riflessioni e speranze, che la poetessa abilmente riesce a mostrare, attraverso il sottofondo della sua scrittura che il lettore volenteroso e attento sa subito interpretare. "Mi fido del mare" è il titolo della raccolta ma nello stesso tempo è il nucleo centrale dell'ispirazione poetica dell'autrice, l'asserto fondamentale da cui ella traccia e indica il suo percorso (che diventerà anche il "nostro" percorso) attraverso le luci e le ombre del vivere quotidiano, laddove è necessario armarsi di amore, di rispetto verso la natura e il creato, e soprattutto di speranza ("rapino la speranza a un chicco maturo"). Dal suo dettato poetico, diretto e illuminato, appare evidente il forte senso di accettazione della realtà, nel bene e nel male, ma sempre supportato e confortato dalla speranza e dalla ricerca dell'autenticità nelle cose e nell'uomo: "Ho pesato l'oro e l'argento / il sale e la farina ho aggiunto / acqua quanto basta / ho modellato una docile palla / e mentre giocava a lievitare / ho gettato un sasso nel rettangolo di gesso / A occhi chiusi resto in bilico sarà, non sarà / Qui c'è sempre il sole". Nonostante tutto, dunque, "qui c'è sempre il sole", afferma con coraggio e fiducia la nostra brava autrice, dedita ad un lavoro letterario costante e proficuo, ammirevole e interessante, non solo per la produzione e pubblicazione di raccolte come questa "Mi fido del mare", ma anche per l'impegno profuso nel promuovere e organizzare eventi culturali di grande rilevanza, a Roma e anche in altre sedi.

Riportiamo dunque qui di seguito una nostra selezione di testi tratti da "Mi fido del mare": i nostri lettori e tutti gli amici che ci seguono sapranno sicuramente aggiungere qualche gradito ulteriore commento.


La cura dell'orto inizia dalle piccole cose
un soffio di luce dove la vanga
spinge la paura che ondeggia
una canna la trattiene
un sudore tiepido ritrova la primavera
nei solchi fluttuano le parole
i merli segnano il confine alla fatica

C'è un odore buono ci sarà un buon sapore
non mi sottraggo al dubbio
la differenza è nel seme o nella terra?


***

I merli danzano lontano dall'uva
sanno che i tempi non sono maturi
nessuna traccia di succo dolce

Camminando ho udito
una richiesta intima e infinita

Come può riposare il corpo
devastato dalle cose del mondo?


***

Ho sentito il rumore di una foglia
parlava mentre
intrecciava il chicco di terra
dava il benvenuto
augurava buona vita con il sole e con la pioggia
insieme a farfalle rapite dai colori
ai passi dell'uomo che muto alzava lo sguardo
al battito d'ali d'un passero

(non è il vuoto che fa paura è la sofferenza
di chi sta accanto a rendere insopportabile
anche il respiro)


***

Ancora una volta andrò in spiaggia
fra la schiuma e il suono delle onde
lascerò una promessa e una storia
mai raccontata

sarà una rivelazione
senza astio senza arroganza

Mi fido del mare


***

Non sappiamo fare di più che
apprendere a vivere e morire

E credere di vivere ogni giorno
insieme a nostalgie che spingono altrove
come la corrente un tronco sul fiume


***

Amo la poesia
sollievo della parola
nascono emozioni che prima si attorcigliano
poi si dispiegano in versi

Vengono avanti li sento comporsi
su sentieri che credevo impervi

Così camminando procedo e incontro
un amico


***

Potresti attraversare la vita con noi?
È così piena di spiriti e briganti
Dove sono gli angeli? La mela?

Dammi un verso come fosse poesia
ne sento l'odore
il fruscio quando mi passa accanto
un grido raduna i minuti
li porta verso sera

Continuo a sentire il ritmo di ogni sfumatura
attenta a quel verso che cerca l'approdo


***

Questa poesia non è fantasia: Che forse
il colore della luna è meno benefico del sole?

Un flusso bianco, immagina storie sempre
più svelte
tante quanti sono gli alberi della foresta
così di tempo ne rimane

Dall'alba al tramonto è tutto quello che occorre
per colmare suoni immagini e pensieri

Questa poesia non è fantasia
è uno squarcio tra i raggi del sole


***

Eppure amo questa vita che fa di me una
persona
impreparata inquieta

Voglia di restare un po' ragazza
studio le parole
veglio l'angelo che dorme sul fiore
cerco l'oro luccicante nel mare

Nella chioma delle nuvole intravedo
quel giallo prezioso come la fede:

Dio poi formò l'uomo con la polvere
della terra e soffiò sul volto
e divenne uomo

(Testi tratti da "Mi fido del mare", di Carla De Angelis, Fara Editore 2017; prefazione di Alessandro Ramberti)

Carla De Angelis è nata e vive a Roma. Sue poesie e racconti sono presenti in riviste e antologie edite da Perrone, Estroverso, David & Matthaus, Limina Mentis, Delta3, Pagine, Aletti. Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti. Con Fara ha pubblicato in poesia: Salutami il mare (2006), A dieci minuti da Urano (2010), I giorni e le strade (2014). Con Stefano Martello ha realizzato i saggi: Diversità apparenti (2007), Il resto (parziale) della storia (2008), Il valore dello scarto (2016). Suoi versi nelle antologie Il silenzio della poesia (2007), Poeti profeti? (2008), Chi scrive la fede? (2013) e nella antologie del Concorso "Come farfalle diventeremo immensità" (ultima Il coraggio del bene, 2017). Nel 2011 esce Mi vestirei di mare (Progetto Cultura). Ha ideato e co-curato le antologie Corviale cerca poeti per la Biblioteca "Renato Nicolini" di Roma con la quale collabora tuttora.


2 commenti:

  1. una bella recensione che invoglia alla lettura, un testo che introduce ad una libro di poesie intense. Leggendo alcune delle poesie riportate si avverte la forza espressiva dell'autrice, tesa al dialogo con la natura e tutte le piccole cose che ci circondano. Un dialogo che giunge al lettore con partecipazione, conducendolo verso riflessioni che scavano nell'animo ed offrono lenti per interpretare e riconoscere l'essenziale.
    Mi colpiscono i versi dell'ultima poesia "Eppure amo questa vita che fa di me una
    persona
    impreparata inquieta".
    Grazie per quest'occasione di leggere una bella recensione e un'ottima poesia

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  2. Poesia in cui si avverte il gusto semplice e buono per la vita: versi essenziali scanditi da un metro rigoroso e da un ritmo pacato dal sapore zen!

    Un caro saluto,

    Rosaria Di Donato

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