sabato 5 settembre 2026

"Sulla terra rotta" di Antonella Sica

Si dice sovente di poesia civile, di poesia sentimentale, di poesia ispirata all’ambiente, alle problematiche ecologiche e di tante altre svariate tendenze e argomentazioni. Personalmente sono convinto che siano soprattutto la bontà, la qualità, la capacità di suscitare vibrazioni emotive, a rendere valido un testo poetico, al di là del contenuto e della fonte di ispirazione. È chiaro comunque che la poesia non ha vincoli o condizionamenti, se non quelli che la rendono essenzialmente un’opera d’arte letteraria, per i motivi di cui sopra. La poesia non si sottomette e non si asserva, ma è pura verità, quella verità e quella schiettezza che ogni autentico poeta non può fare a meno di esprimere.
Non si sottrae a questo nobile compito Antonella Sica, nel realizzare un vero e proprio poema, premiato alla undicesima edizione del Premio “Arcipelago itaca” e quindi pubblicato dalla stessa Casa editrice, con una dotta motivazione di Carlo Giacobbi. Il titolo, essenziale e significativo, Sulla terra rotta, è già incipit di denuncia e di degrado dei valori umani, se vogliamo eufemisticamente riferirci al decadimento generale di ogni traguardo etico e morale faticosamente guadagnato in secoli di dure lotte sociali per la libertà, la (vera) democrazia, il benessere di tutti i popoli. In particolare la situazione in Medio Oriente e più specificamente a Gaza è a dir poco apocalittica, disumana, infernale. La terra rotta rende bene l’idea, e d’altronde la poesia è un metodo diretto per proclamare la verità, senza retoriche e senza “distinguo”: la terra è rotta, insanguinata, assassinata, vilipesa, tradita, là come in tante altre parti del mondo e come in tante altre epoche.
Ma è lì che ora l’occhio e il cuore del poeta è rivolto. I reportage, quando arrivano, narrano i puri fatti; la poesia invece ne estrae il cuore adornandolo e circondandolo di quella pietà, di quella compassione, di quella rabbia e di quel dolore immenso, con una potenza e una incisività che solo lei può esprimere. Pochi versi, ma parole come lance, come pietre che colpiscono ognuno di noi, versi brevi adeguati alla brevità e alla precarietà della vita quotidiana in quei luoghi. Un linguaggio scarno, essenziale, come scarne ed essenziali sono le ore di un bambino che non sa se potrà mai vedere l’alba di domani. Poche parole, versi epigrammatici come giustamente commenta Carlo Giacobbi; ma versi che grondano amore e giustizia, valori che in filigrana ancora sembrano evidenziarsi, perché l’umanità calpestata risorge sempre, prima o poi. E la Poesia, come questa di Antonella Sica, pur nella denuncia, ne anticipa sempre il nuovo orizzonte di luce.


Deflagra la luce sul campo

coi bimbi salta la palla

il sorriso minato

in pezzi nel cielo con gli arti

 

in volo i piedini, le mani.

 

 ***

 

La madre sui corpi

gli occhi divaricati

 

gli uomini intonano

il nome di dio

allineano i sacchi bianchi

sulla terra rotta

 

in fila come crisalidi

di pietra.

 

 ***

 

Sfugge alla lingua

un frammento tenace di cibo

tra i denti, un tormento

 

dallo schermo

una sirena antiaerea

trascina tremori

lungo i vetri

 

un fastidio da niente

che non vuole andare via.

 

 ***

 

Nel flusso di notizie

voci gonfie d’acqua

i bambini

camminano sulla faglia

che divide lo sguardo

 

ogni giorno più piccoli

più lontani.

 

Da: Sulla terra rotta, di Antonella Sica. Edizioni Arcipelago Itaca, 2026.

Antonella Sica, genovese, laureata in Lettere Moderne, è regista e manager culturale nel settore audiovisivo e cinematografico. Ha pubblicato Fragile al mondo (Prospero Editore, 2015), La memoria nel corpo (Rayuela Edizioni, 2018), L’ira notturna di Penelope (Prospero Editore, 2022) e Corpi estranei (Arcipelago itaca, 2025), con cui ha vinto il Pre-mio “InediTO - Colline di Torino”. È presente nelle antologie Singolare, molteplice (Puntoacapo, 2022) e Settimo repertorio di poesia italiana contemporanea (Arcipelago itaca, 2023). Suoi testi sono stati selezionati e premiati in diversi festival e pubblicati su riviste e blog letterari.





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