venerdì 26 giugno 2026

L'esame dell'inverno nella poesia di Barbara Mastroviti

Credo di prendere tra le mani ciò che sarà / - il mondo per cambiarlo / salvando l’adatto”… Che cosa pretende, che cosa brama veramente il poeta, o in fin dei conti ogni persona che sia dotata di un minimo di senso critico, di sensibilità e di attenzione nei confronti della realtà che la circonda? Ma, è noto, i poeti sono proprio degli osservatori attenti, quasi delle sentinelle, posti su un’altura da cui è possibile scrutare quello che sta accadendo laggiù… si parla metaforicamente, è chiaro, ma l’idea è quella. Poeti come precursori, come cassandre, come saggi che redarguiscono e nello stesso tempo indicano, suggeriscono, promuovono… E non si sottrae da questo scrutare il mondo la nostra autrice Barbara Mastroviti, che con la sua recente raccolta poetica “L’esame dell’inverno”, edita da Interno Libri nel corrente anno, si sofferma su alcune considerazioni sul modo di rapportarsi con il mondo, sul modo di agire e di comportarsi in questa relazione che non tutti prediligono, badando essenzialmente ai propri affari e problemi quotidiani, in una società purtroppo sempre più distaccata dalla natura e dalla autenticità dell’intero creato. E allora, cosa desidera, cosa pretende Barbara Mastroviti, in quanto persona e in quanto, soprattutto, poeta?... Ricerca non una spiegazione, bensì una linea di condotta esistenziale che possa conciliarsi e adattarsi a questa spicciola e frettolosa quotidianità, salvaguardando, appunto, l’adatto, cioè quel poco di verità e di brillantezza che rimane nella vita di tutti i giorni, considerare il meglio, in sostanza, per ricostruire un mondo migliore.
In ultima analisi si tratta di un vero e proprio esame, e il titolo della raccolta è quanto di meglio l’autrice possa aver ideato: L’esame dell’inverno, laddove l’inverno, stagione triste per antonomasia, può benissimo rappresentare quella stagione umana disseminata da dubbi, incertezze e persino negatività, una metafora insomma dell’attuale consesso civile in cui i valori positivi, l’amore, la fratellanza , l’accoglienza, la pace, la giustizia, non sono certo ai primi posti! “Il campo di battaglia ritrae antenne / respingenti dal monte, / si protraggono verso i satelliti che /ormai confondiamo con Venere e le stelle…”
E allora l’esame dell’inverno chiede aiuto a un vomere, / pratica tagli abbondanti / sull’accumulo delle domande cruciali…”: c’è bisogno dunque di un severo test, per rimettere ordine e pace nella natura, in questa natura troppo spesso offuscata dalle nebbie negligenti di una umanità ignara o addirittura indolente. E la poesia è il tramite valido, come questa poesia di Barbara Mastroviti, che è messaggio importante, giudizio, denuncia, ma anche suggerimento e mediazione.


L’esame dell’inverno chiede aiuto a

un vomere,

pratica tagli abbondanti

sull’accumulo delle domande cruciali

e cerco di sbirciare le risposte

tra le zolle - bandiere strappate

che muovono all’inconsistenza,

addolorate.

 

 ***

 

 

Il giorno inizia in salita

non mi va questa fatica, quasi fosse

lo studio di un profeta,

credo di prendere tra le mani ciò che sarà

- il mondo per cambiarlo

salvando l’adatto… sicura di migliorare

quella pietra su cui appoggio la vita.

Il paradosso è che lei leviga

 

Si piange per l’altro,

deboli al sacro, in un astro estremo.

 

 

 ***

 

 

 

Dietro la staccionata

una giuria di esseri rigogliosi

ci scruta nell’inerzia dell’espediente

di temperature sahariane.

 

L’afa appiccica una macina di aria grossa

alla pelle, si muove tra balcone e casa

e noi si paga il prezzo del panorama

dritti sui contrasti luminosi.

 

Il campo di battaglia ritrae antenne

respingenti dal monte,

si protraggono verso i satelliti che

ormai confondiamo con Venere e le stelle.

 

 ***

 

Teatro di premure

 

Ci guardano mentre parliamo d’amore,

siamo fonte d’ispirazione o forse

di compassione per similitudine umana.

 

Quanta saggezza compensa

l’assenza e schiaccia il demone che

ostenta sfavillante la vittoria.

 

Eppure, le parole sono querce

- restano secolari - tra chi le sospende

e chi le ascolta con pudore.

 

 ***

 

le parole intimidazione, dati, militari, mari,

stellari, cavi, elezioni, crimini, umanità,

nucleari, mondiali, confini… continuare

a cercare termini che anche presi

da soli scaturiscono una enormità

anche in questa epoca, pare che

 

Cristo non è mai arrivato qui,

né vi è arrivato il tempo, né l’anima

individuale,

né la speranza, né il legame tra le cause

e gli effetti, la ragione e la Storia*

 

l’ininterrotto convoglio di allerte mette ansia,

terrore di essere incapaci

a fronteggiare il pericolo imminente

con le braccia.

l’informazione sul campo sorveglia

costante dall’alto da terra di fianco

 

passa ovunque lancia allarmi, dispera

la gente, sveglia di soprassalto

la vita semplice

sporca di tamtam psichedelico,

lancia frecce di tattica

tout court

prolifera il fuoco sulla poca carta

rimasta, annebbia le nazioni coi dibattiti,

la guerra sul pezzo - di schiavi e morti –

e non testimonia mai il coraggio

del dietro frónt dai venditori.

 

*Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Einaudi 2014 71

 

 

 ***

 

Non sarà mai possibile raggiungere

l’età, arriva tardi in quel

pensiero sopportabile sul divano il paragone

tra il tempo e quello che è successo, stretti

un po’ troppo nella pretesa

dei desideri, usciti fuori campo

i movimenti di occhi

 

“sarà in compagnia, è l’ora di

fare la spesa, starà bene o

sarà stanco, come fa a fare tutto…”

cose così importanti vanno via, lo capisci

è un’eternità - veloci argomenti

il cielo nasconde dentro la forza contraria

e attraversa un po’ di sole.


Brani tratti dal libro: 

Barbara Mastroviti, L'esame dell'inverno, Interno Libri Edizioni, 2026. Prefazione di Alessandro Moscè


Barbara Mastroviti – nata a Chiusi (Si) nel 1970, vive e lavora a Città della Pieve (Pg). Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Tempo reale (2012), La costanza del colore (2020),  Dominio della Terra Società Editrice Fiorentina (2024), Appunti sulla Poesia (verso libero) Il Convivio Editore (2024), Ti darei gli occhi (Ți-aș da ochii) silloge di poesie tradotta in romeno coedita da Eikon-Cosmopoli (2025), L’esame dell’inverno Interno Libri (2026).

Sue poesie compaiono in riviste online e cartacee nazionali e internazionali.



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