In ultima analisi si tratta di un vero e proprio esame, e il titolo della raccolta è quanto di meglio l’autrice possa aver ideato: L’esame dell’inverno, laddove l’inverno, stagione triste per antonomasia, può benissimo rappresentare quella stagione umana disseminata da dubbi, incertezze e persino negatività, una metafora insomma dell’attuale consesso civile in cui i valori positivi, l’amore, la fratellanza , l’accoglienza, la pace, la giustizia, non sono certo ai primi posti! “Il campo di battaglia ritrae antenne / respingenti dal monte, / si protraggono verso i satelliti che /ormai confondiamo con Venere e le stelle…”
E allora l’esame dell’inverno chiede aiuto a un vomere, / pratica tagli abbondanti / sull’accumulo delle domande cruciali…”: c’è bisogno dunque di un severo test, per rimettere ordine e pace nella natura, in questa natura troppo spesso offuscata dalle nebbie negligenti di una umanità ignara o addirittura indolente. E la poesia è il tramite valido, come questa poesia di Barbara Mastroviti, che è messaggio importante, giudizio, denuncia, ma anche suggerimento e mediazione.
L’esame dell’inverno chiede aiuto a
un vomere,
pratica tagli abbondanti
sull’accumulo delle domande cruciali
e cerco di sbirciare le risposte
tra le zolle - bandiere strappate
che muovono all’inconsistenza,
addolorate.
Il giorno inizia in salita
non mi va questa fatica, quasi fosse
lo studio di un profeta,
credo di prendere tra le mani ciò che sarà
- il mondo per cambiarlo
salvando l’adatto… sicura di migliorare
quella pietra su cui appoggio la vita.
Il paradosso è che lei leviga
Si piange per l’altro,
deboli al sacro, in un astro estremo.
Dietro la staccionata
una giuria di esseri rigogliosi
ci scruta nell’inerzia dell’espediente
di temperature sahariane.
L’afa appiccica una macina di aria grossa
alla pelle, si muove tra balcone e casa
e noi si paga il prezzo del panorama
dritti sui contrasti luminosi.
Il campo di battaglia ritrae antenne
respingenti dal monte,
si protraggono verso i satelliti che
ormai confondiamo con Venere e le stelle.
Teatro di premure
Ci guardano mentre parliamo d’amore,
siamo fonte d’ispirazione o forse
di compassione per similitudine umana.
Quanta saggezza compensa
l’assenza e schiaccia il demone che
ostenta sfavillante la vittoria.
Eppure, le parole sono querce
- restano secolari - tra chi le sospende
e chi le ascolta con pudore.
le parole intimidazione, dati, militari, mari,
stellari, cavi, elezioni, crimini, umanità,
nucleari, mondiali, confini… continuare
a cercare termini che anche presi
da soli scaturiscono una enormità
anche in questa epoca, pare che
Cristo non è mai arrivato qui,
né vi è arrivato il tempo, né l’anima
individuale,
né la speranza, né il legame tra le cause
e gli effetti, la ragione e la Storia*
l’ininterrotto convoglio di allerte mette ansia,
terrore di essere incapaci
a fronteggiare il pericolo imminente
con le braccia.
l’informazione sul campo sorveglia
costante dall’alto da terra di fianco
passa ovunque lancia allarmi, dispera
la gente, sveglia di soprassalto
la vita semplice
sporca di tamtam psichedelico,
lancia frecce di tattica
tout court
prolifera il fuoco sulla poca carta
rimasta, annebbia le nazioni coi dibattiti,
la guerra sul pezzo - di schiavi e morti –
e non testimonia mai il coraggio
del dietro frónt dai venditori.
*Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Einaudi
2014 71
Non sarà mai possibile raggiungere
l’età, arriva tardi in quel
pensiero sopportabile sul divano il paragone
tra il tempo e quello che è successo, stretti
un po’ troppo nella pretesa
dei desideri, usciti fuori campo
i movimenti di occhi
“sarà in compagnia, è l’ora di
fare la spesa, starà bene o
sarà stanco, come fa a fare tutto…”
cose così importanti vanno via, lo capisci
è un’eternità - veloci argomenti
il cielo nasconde dentro la forza contraria
e attraversa un po’ di sole.
Barbara Mastroviti, L'esame dell'inverno, Interno Libri Edizioni, 2026. Prefazione di
Alessandro Moscè
Barbara Mastroviti – nata a Chiusi (Si) nel 1970, vive e lavora a Città della Pieve (Pg). Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Tempo reale (2012), La costanza del colore (2020), Dominio della Terra Società Editrice Fiorentina (2024), Appunti sulla Poesia (verso libero) Il Convivio Editore (2024), Ti darei gli occhi (Ți-aș da ochii) silloge di poesie tradotta in romeno coedita da Eikon-Cosmopoli (2025), L’esame dell’inverno Interno Libri (2026).
Sue poesie compaiono in riviste online e cartacee nazionali e internazionali.

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