lunedì 19 marzo 2018

Luigi Vallebona e il suo "Ritmo del mondo"


Dove si avverte il "ritmo del mondo"? O, meglio sarebbe da chiedersi: è ancora possibile ascoltare le segrete vibrazioni che provengono dalla natura circostante, dal mondo? La vita che conduciamo nell'attuale società convulsa e disordinata, in un degrado generalizzato di valori e di costumi, non permette quasi mai di soffermarsi a considerare il senso profondo dell'esistenza e a comprendere appieno il significato delle cose, ovemai fosse possibile trovare da qualche parte una spiegazione abbastanza soddisfacente del classico "perché, come e dove". Da qui la necessità avvertita, soprattutto dagli artisti e quindi anche dai poeti, di tradurre in qualche modo questo senso di inanità, questo smarrimento di fronte alle cose del mondo, che non "parlano" più all'uomo ma che soltanto aprendo di più le orecchie del cuore è possibile avvertire, come un lontano sottofondo.
Luigi Vallebona è uno di questi poeti sensibili, che avverte lo stridente contrasto tra l'armonia delle cose, della natura, del mondo, e il modo banale, superficiale, a volte persino deleterio, del vivere quotidiano, una quotidianità omologata, chiusa, imprigionata in regole e iter burocratici, una quotidianità meccanica e assolutamente dipendente dalle strutture e dalle strumentazioni tecnologiche.
Il nostro autore, in questa originale raccolta poetica, riesce benissimo a far combaciare l'armonia della natura, il dato direi "analogico" e genuino di cui è fondamentalmente costituito il mondo, con lo schema "digitale", amorfo, freddo, delle strutture impersonali che governano l'attuale civiltà, dalla burocrazia iper formale al dilagante utilizzo dell'informatica, sovente sopravvalutata. La cosa interessante che traspare in questa "cucitura" o conciliazione tra le due realtà, tra i due modi di vita, è che Luigi Vallebona utilizza un "tramite" poetico che risulta davvero efficace, facendo risaltare i contrasti e nello stesso tempo addolcendoli. Il suo linguaggio poetico è infatti diretto e non privo di una certa vena di ironia, quasi scherzosa, divertente, in molti dei suoi testi. E l'ironia, si sa, rende tutto più semplice, nel senso che è possibile la "denuncia", veicolandola in modo artistico, poetico, sagace.
Non è del resto difficile entrare nel mondo poetico di Luigi Vallebona, perché i termini da lui usati sono quelli del parlare tecnologico e burocratico di oggi. Excel, web, password, e poi ancora badante, INA-Casa, Legge 104, sono parole usualmente utilizzate nei contesti più vari, e in tutte le case. La genialità dell'autore sta nell'aver saputo amalgamare le due facce dell'esistenza, evidenziandone l'eccessiva superficialità e a volte la marcata indifferenza con le quali l'uomo tratta il mondo circostante, se stesso e la natura. Un invito quindi a considerare meglio la propria identità, la propria umanità, di fronte allo smarrimento e all'alienazione di un mondo falso e sconsolato, come giustamente fa intendere Antonio Bux nella sua dettagliata prefazione.
Ma altri spunti di riflessione aspettiamo che ci vengano proposti dai lettori che ci seguono su questo blog, ai quali va la nostra gratitudine; come grati siamo al bravo Luigi Vallebona per averci offerto questo particolare e originale testo poetico sulle discordanze del mondo e sulle sue inascoltate vibrazioni ritmiche.
Di seguito riportiamo alcuni brani poetici tratti dal suo libro "Il ritmo del mondo".


Fogli, foglie


Nei fogli excel
Nelle pagine web
Nei link, nei tweet
Disincarnata è la vita
Ci sconnette dal mondo
L'ultima offerta wireless.

Intanto il cinipide uccide
Lentamente i castagni
A uno a uno li sfoglia
Come pagine smorte.

Ma, nonostante tutto,
Sullo sfondo bruno del bosco
Marzo ci mostra ancora il filo
Che cuce in un'unica tela
La fioritura dei ciliegi e dei pruni
La fogliazione dei faggi e dei frassini.


***

Qualità totale

Dio dei monitoraggi
E degli schermi touch
Sia fatta la tua volontà
Non sfuggano al tuo database
Le nostre criticità.

Ma, se ti inviamo via PEC
Il rendiconto dei debiti
il PDM e il RAV,
Perdonaci il cheating della prova INVALSI
E dacci oggi il nostro test di ingresso quotidiano
La password per essere ammessi
Alla vita del mondo che verrà.


***

La voce del bocciolo

Madre la terra
Madre la lingua
Mi sono incarnato in loro
E loro in me
Dando la linfa con cui traccio
I solchi dei miei versi
Impregnati di fango
Radicati nelle nervature
Delle foglie e dei polsi.

Esprimo la clorofilla
Racchiusa nelle parole
La fame di luce della gemma
Pronta ad aprire la bocca
A sbocciare.


***

Marzo, marze

Il melo selvatico cresce
Al margine estremo del bosco
Dove la terra è scarna.
Il figlio dell'uomo raccoglie
Le marze spuntate sui rami
Del vecchio pruno gentile.

È tempo di fare gli innesti
È ora che crescano insieme
Il tutto e le parti, legati.

All'alba dell'equinozio
Il melo rinasce, impruna.


***

Il ritmo del mondo

È sul primo vagito
Sul secondo capezzolo
Sul penultimo e l'ultimo rantolo
È sui picchi di febbre
Sulle onde che increspano
Sulla terza e la sesta sillaba del verso
Che batte il ritmo del mondo.

Intermittenti
Sono i cicli di chemio e di quiete
La galaverna e lo sgelo
La rugiada e la brina
Il travaglio, il parto e la luce.

La cadenza del mondo
È in battere o in levare
Nel soffio di vento che muove
Le foglie del pioppo tremolo
Nella bocca del bimbo che tetta
Il latte dal seno.


***

Inno alla badante

Ave o Maria piena di cacca
Espulsa dal vecchio che muore
Svuotando la pancia dagli ultimi
Inutili farmaci
Nell'agonia e nel delirio
Prega per noi.

Tre volte respinta alla frontiera
Tra Kosovo e Albania
Tre volte impigliata nel filo spinato
Al confine tra Serbia e Ungheria
Altre tre volte entrata
Via mare nella pancia di uno scafo
Ma espulsa tre volte ancora
Col charter Linate-Tirana
Sei giunta lo stesso in volo
Angelo clandestino
A prenderti cura delle piaghe
Da decubito
E a pulire il vecchio come un bimbo
Sulla soglia della culla nera.


***

È più facile

Per partecipare alla messa
Del romano pontefice
Sia fatto a tutti obbligo
Di avere un codice a barre.

Passi pure il cammello
Per la cruna di un ago
Non chi ha fede sincera
Ma è sprovvisto di pass.

Testi tratti da "Il ritmo del mondo", di Luigi Vallebona, RPlibri, 2018. Collana "L'anello di Mobius", Sezione diretta da Antonio Bux. Prefazione di Antonio Bux. Nota di Giuseppe Conte.


Luigi Vallebona è nato a Savona nel 1961. Laureato in Lingue, si è dedicato per molti anni all'insegnamento del francese e dello spagnolo nei Licei, oltre che dell'italiano all'estero, come Lettore MAE presso l'Università Nazionale di Córdoba (Argentina). Dal 2012 è Preside di frontiera. Si batte per la difesa della biodiversità e della varietà linguistica. Si interessa di educazione interculturale, di letteratura comparata e di narrativa, con diverse pubblicazioni. Ha curato diverse traduzioni in spagnolo.

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