domenica 5 luglio 2020

Antonella Bianco: "Il risvolto dei volti"


Il risvolto dei volti, Italic Pequod Edizioni, è la prima pubblicazione di testi poetici di Antonella Bianco. Si giunge generalmente alla prima realizzazione di un lavoro letterario, nella fattispecie poetico, quando l'autore, o l'autrice, si rende conto di aver maturato complessivamente un certo percorso creativo, un determinato progetto che abbia, nell'insieme, un sottofondo contestuale che leghi tra loro i vari brani che fanno parte della silloge. In questo modo, si da senso e valore al libro, fornendo a tutti una chiave di lettura adeguata, altrimenti sortirebbe solo una mera raccolta di versi, slegata e frammentata per quanto, singolarmente, possano apparire gradevoli e significativi i vari brani poetici.
Antonella Bianco giunge quindi a quest'opera prima con piena consapevolezza dell'importanza di una esposizione al pubblico, per quanto relativamente ristretto e preparato, di una raccolta di poesie che sia davvero considerevole e propositiva, che sia rivelatrice di idee e di riflessioni non nuove ma  suggerite e indicate con luci, aspetti, consistenze, aperture - queste sì! - certamente nuove. Perché la poesia, pur trattando argomenti, idee, emozioni, pensieri comuni e quotidiani, deve comunque saper "agitare le acque" chete del lettore, deve saperlo sorprendere, meravigliarlo addirittura: compito dell'arte, questo, e la poesia non è da meno!
Il risvolto dei volti è dunque un maturo lavoro di cesello poetico, con il quale la nostra brava autrice costruisce e suggerisce, con successo, un mondo autentico che, sovente, per quieto vivere o per abitudini formalizzate o per timore, viene messo da parte, sminuito se non addirittura represso: si tratta della propria intima verità, che attraverso i vari sensi dell'uomo dovrebbe essere espressa agli altri con serenità ma anche con forte determinazione, per non cedere ai pregiudizi, ai falsi valori e, anche, alle prepotenze che molto spesso il sistema sociale impone al singolo per condurlo su una linea di omologazioni generalizzata. La sincerità e la coerenza nei rapporti sentimentali, nell'amore di coppia come nella famiglia e fra gli amici, devono essere una prerogativa essenziale del comportamento nella società; la genuinità e la semplicità del fanciullo che è in noi, devono sempre accompagnarci nel percorso della vita. Antonella Bianco, poetessa sensibile, ha consapevolezza di questa crudezza, di questa ipocrisia che ci portiamo dentro, e con la sua poesia ci mostra il rammarico per "esserci innamorati di quei bambini già adulti con cui l'unico gioco riuscito è il nascondino"! Il risvolto dei volti è allora quella sincerità e quella coerenza, nei sentimenti e nel comportamento, che ognuno di noi sacrifica sull'altare delle false apparenze e dell'ambiguo e incerto nascondersi dietro le comodità e gli assecondamenti del trantran quotidiano. E la poesia, essendo tra l'altro espressione cristallina e libera, autentica e sincera, non può esimersi dal denunciare distorsioni e negatività: Antonella Bianco sente in sé questa urgenza e ne fa poesia, direi con risultato eccellente. Il libro, da leggere senz'altro, rappresenta il compendio di questa approfondita riflessione dell'autrice sul concetto dell'autenticità della persona; Antonella Bianco utilizza tutte le modalità poetiche di cui ha esperienza, anche come provetta giornalista: dal verso classico e dotato di una certa liricità, alla prosa poetica, all'aforisma persino.
Proponiamo dunque ai nostri lettori alcuni brani tratti dal libro di Antonella Bianco, invitandoli ad esprimere altri graditi commenti in proposito.



Il risvolto dei volti

Di quelli che si amarono da bambini nei giochi
e pensarono di poter stare insieme per sempre.
Da adulti non s'apprende lo scherzo del continuo
e ci si innamora di quei bambini già adulti
con cui l'unico gioco riuscito è il nascondino.


***

Fuori dal mondo

Il misero tempo ci sostiene, scivoliamo tra i suoi gradini.

Chi mai si ricorderà dei nostri nomi nei giorni anonimi?
Alla stazione di fronte partono treni dai vagoni vuoti.

Nemmeno noi sappiamo ubriacarci dei momenti
migliori: sono i peggiori a stagnarci a lungo dentro.
Ne abbiamo cantine piene. Ad ogni pranzo siamo lì,
a riempirci i bicchieri di passati remoti emozionali.

Mentre tu fuggi per le stanze in cerca di un riparo,
io resto chiusa fuori. Si contano in noi i pezzi ancora vivi
di una casa di cui non resta che una porta in piedi.


***

Canto d'andata

Astruso movimento:
l'insorgere dei venti che sanguinano tra i flutti celesti
spodesta, annichilisce
e la battaglia si allunga e continua fino a noi:
siamo tutti traditori, io sono Paolo e tu Francesca.
Anche i nostri vicini di casa si chiamano così
eppure si amano alla luce del sole.
Ma questo vento no, non sa darci tregua,
né dirci se soffiava anche a Troia,
quando spingeva la nave di Elena e il suo amato.

Quando urla a marzo ci ricorda che siamo umile carne:
la ragione è una scusa per invecchiare prima.


***

Esistere è un'illusione

Sento
che sta per crollarmi qualcosa addosso.
Non so dire cosa: forse tegola, ramo, nuvola.
Ho una casa
senza porte: non so difendermi dalla
sofferenza che – come un ladro –
entra indisturbata. Ed io, legata senza legami,
lascio che si prenda tutto: l'anima resta
solo in poche parti del mio corpo,
tra le orecchie e il cuore,
così che io possa
sentire
senza intervenire.


*** 

Salire in discesa

Siamo scesi per una scala mano nella mano. C'era il
silenzio di un paese in riposo. Le mie mani incorniciavano
momenti. Come una vecchia polaroid di occhi che non
abbiamo comprato e ci ha assicurato ricordi sistemati
dentro, confusi e mischiati ai sapori, agli odori buoni.
Ti ho detto fermiamoci e fermiamo il tempo. Siamo scesi
mano nella mano ma a noi sembrava di salire. Scorreva
una fontana ed era Provvidenza. Averci accanto ci ha
ricordato che siamo vivi.


*** 

Il tuo sguardo altrove

Puoi tenerti le mie cose:
il computer con i tuoi file,
il telefono pieno di segreti
a me negati, l'anello d'amore
che non indossi, i viaggi mano
nella mano, l'orologio che ti ricorda
i tuoi appuntamenti. Puoi tenerti tutto:
persino tutto il mio amore. Ridammi
indietro solo una cosa sola: l'ultimo
bacio da soli, prima che arrivassero tutti
gli altri, a riempirti la testa di candeline
da spegnere ogni giorno e il cuore
di presenze, troppo spesso mancanti.


***

Le nostre scarpe legate male

Com'è la faccia delle persone
Che non si amano più
E continuano a stare insieme?

Non ce ne siamo accorti
E siamo andati in giro così:
sospeso a me, sospesa a te.
La dipendenza della nostra indipendenza.
Questo legame ci ha fatto zoppicare.
Ti sei spostato e hai pianto.
Due pedoni per strada ci hanno detto di stare zitti.



(Testi tratti da Il risvolto dei volti, di Antonella Bianco, Italic, 2019)

Antonella Bianco è nata nel 1990. È laureata in Lettere Classiche, è docente e giornalista pubblicista. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e ha ideato e condotto la rubrica letteraria televisiva “Parole per fare parole”, edita da “Il Vesuviano” e trasmessa sull’emittente Italiamia, in cui ha ospitato molti scrittori e poeti del panorama culturale italiano. Considera la scrittura un’isola sperduta nei mari dei perché, verso cui è inevitabile fare ritorno per colmare continentali assenze. Il risvolto dei volti, edita da Italic, 2019, è la sua prima raccolta di poesie.



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