Una di queste belle realtà è Gelsomina Perilli, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare in occasione del Festival di Poesia Isabella Morra, organizzato da Barbara Gortan a Valsinni, agli inizi di settembre di quest'anno.
Gelsomina Perilli è una giovane poetessa di Calvello, con esperienze di vita e di lavoro a Varese. Si propone qui con tre testi poetici, tratti dalle sue raccolte, i quali individuano subito la sua forte e personale impronta lirica. Il suo mondo poetico è ricco di simboli e di immagini, e vi traspare un intenso impeto emotivo nei confronti della natura e in particolare della figura femminile in armonia con il tutto. Sono versi ben cadenzati e metricamente equilibrati, con versi di sapore aulico che si rifanno alla classicità.
Luna
In questa notte un furfante nugolo
ha inghiottito la tua corona regale
e io vado cercando a mo’ di frugolo
i tuoi diademi dall’ugola di cicale.
Deh mia unica e sola amica
ti sei dissolta al cantar del gallo
come lo spettro di Amleto in ballo
tra la morte e la vita nemica.
Salpa con me questo pelago notturno
e attracca il sorriso in riva alla mia loggia
dove ogni notte si distende la mia piaggia
e mi lascio baciare dal tuo sole diurno.
Desio incoronare il tuo capo d’alloro
di liriche coltri che imbottiscono il mio letto
accompagnate dal tuo chiarore sonoro
come a Giulietta gonfiarono il suo petto.
(da Calligrammi)
***
Io con me
Io che vengo e fuggo da me
Non vorrei essere altro che me
In questo corpo viandante e messaggero
Che alita con la mente e si rifugia nel mistero
Di un calle immaginario e una prigione reale
Da tempo in duello con la sua ombra maniacale
Io che vengo e fuggo da me
Non vorrei essere altro che me
In questo lembo empio di vuoto
Dal quale riemergo e annego a nuoto
Scansando ferite e raccattando filoni
Di opere che hanno celebrato Manzoni
Io che vengo e fuggo da me
Desidero solo accamparmi in te.
(da Sui miei passi in-versi)
***
Striscia di Gaza
Sotto un pianto grigio di nubi
sulla Striscia, zolla di grumi
la speranza di vita tu rubi
agl’occhi accesi in frantumi
ai mendicanti d’azzurri cieli
in prima fila nella trincea
con ruvi in faccia di grattacieli
e melma civile, un’odissea.
Grappoli di bombe appesi al sole
su bocche gelate dai finti sorrisi
stringono un nodo alle mute gole
i lamenti dell’ora finale dei visi
Mentre un fante di vita fuggiasca
Traghetta la sorellina in spalla
Coi dardi di sogni in una tasca
Rinviene la mamma e una palla.
(Inedita)
Gelsomina Perilli è una poetessa, scrittrice e aforista. Nasce a Calvello, in Basilicata, nel 1979, dove risiede dal 2024 dopo aver vissuto a Varese per un ventennio. Sin da giovanissima nutre una genuina passione per la poesia, la scrittura e l’arte in generale. La sua prima pubblicazione vede la luce nel 2000 poco più che ventenne con un saggio filosofico: Tra Ombra e Luce...Tra innamoramento e Amore. Il libro, segnalato alla stampa locale, fu notato in una libreria di Potenza da uno storico e italianista, M. Rinaldi, il quale le attribuì l’appellativo di poetessa ragioniera per la convivenza parallela e costante delle due attività. Successivamente pubblica le raccolte poetiche: La vita a piccole dosi (2010), Sui miei passi in-versi (2016), Calligrammi (2021); il saggio filosofico sull’amore: Tra ombra e Luce… Tra innamoramento e Amore (2° Ediz. 2016), e la raccolta di aforismi Parola?Presente! (2020). È inserita nell'antologia Italian Poetry, Poesia Italiana Contemporanea dal Novecento ad oggi, riconosciuta dalla Poetry Society americana. I suoi scritti sono apparsi su vari cataloghi, blog, rassegne poetiche, antologie di letteratura come la collana Orizzonti, Universum Basilicata, il catalogo Biennale Milano Art Meeting edito da Mondadori in occasione dell'esposizione della sua opera alla Biennale di Milano con Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi. Ha ottenuto vari riconoscimenti per la categoria poesia edita, tra i quali: Premio Internazionale Città di Cattolica Pegasus Literary Awards, Premio Salvatore Quasimodo, Premio Internazionale il Federiciano, Biennale di Letteratura a Sondrio e Premio Nazionale G. De Lorenzo. Partecipa attivamente a Festival di Letteratura e Poesia su tutto il territorio nazionale.
Giuseppe Vetromile
10 novembre 2025

E' interessante come questo assaggio della poesia di Gelsomina diventi un crocevia tra la memoria della classicità e l’urgenza del sentire contemporaneo. Dalla lettura dei testi proposti, viene fuori una personalità letteraria che utilizza la tradizione come un’impalcatura su cui innestare un’indagine emotiva profonda.
RispondiEliminaCome faceva notare il bravo Vetromile, l'autrice predilige versi ben cadenzati, dove l'uso della rima e dell'assonanza serve a creare quel chiarore sonoro citato nella sua lirica dedicata alla Luna.
In Luna, la poetessa si concede al paradosso visivo del sole diurno, riferito alla luna, trasformando l'astro quasi in un'amica con cui salpare l'oscurità.
L’Impegno Civile dimostra come la poetessa sappia piegare la sua lingua classica per descrivere l'orrore moderno. Immagini potenti come i grappoli di bombe appesi al sole colpiscono per la loro crudeltà di cronaca.
Non si può che restare colpiti dalla forza emotiva che Gelsomina emana.
E qui va fatto un plauso sincero a Giuseppe Vetromile, che ha scelto di darle spazio sul suo blog: significa credere in una poesia che ha ancora il coraggio di essere bella, musicale e profondamente umana. Bravo Giuseppe per aver intercettato questa voce di Calvello.
Gelsomina è una poetessa che alita con la mente, e noi non possiamo che lasciarci trasportare dal suo vento.
LIGUORO RAFFAELE